Concetti di base sull'IVAFE, l'imposta sulle attività finanziarie estere

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Ulteriori informazioni 
  1. Introduzione
  2. Che cos’è l’IVAFE
    1. Aliquote fiscali IVAFE
  3. Attività estere di natura finanziaria da dichiarare
  4. Attività escluse dall’IVAFE
  5. Come si calcola l’IVAFE
    1. Doppia tassazione e credito fiscale
  6. L’IVAFE nelle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche
  7. Versamento dell’IVAFE

Alcuni tipi di contribuenti residenti in Italia che detengono attività finanziarie all'estero sono soggetti a un'imposta sul valore di tali attività: si tratta di un'imposta patrimoniale, l'IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all'Estero). Le imposte patrimoniali sono quelle imposte la cui base imponibile è appunto il patrimonio (cioè la ricchezza del contribuente), a differenza delle imposte la cui base imponibile è il reddito prodotto in un certo periodo di tempo (ad es. l'IRPEF o l'IRES in Italia). In questo articolo approfondiremo che cos'è l'IVAFE, chi deve pagarla, quali sono le aliquote e come procedere alla dichiarazione.

Contenuti dell'articolo

  • Che cos'è l'IVAFE
  • Attività estere di natura finanziaria da dichiarare
  • Attività escluse dall'IVAFE
  • Come si calcola l'IVAFE
  • IVAFE nella dichiarazione dei redditi per le persone fisiche
  • Versamento dell'IVAFE

Che cos'è l'IVAFE

Il decreto legge n. 201/11 ha introdotto l'IVAFE. All'inizio l'imposta si applicava esclusivamente alle persone fisiche, ma dal 1° gennaio 2020 sono soggetti all'IVAFE anche gli enti non commerciali e le società semplici in Italia, che devono dichiarare gli investimenti e gli asset ai sensi dell'articolo 4 del Decreto Legge n. 167/1990 (un processo noto come monitoraggio fiscale). Pertanto, le attività finanziarie estere detenute da questi contribuenti sono ora soggette all'imposta.

In questo caso, cosa si intende per "asset finanziari"? Sono incluse tutte le attività e gli strumenti finanziari che generano capitale o redditi vari provenienti dall'estero.

Aliquote fiscali IVAFE

Per tutti gli asset, esclusi i conti correnti e i conti deposito, l'amministrazione fiscale applica l'IVAFE con un'aliquota dello 0,2%. Per i prodotti finanziari detenuti in Paesi con regime fiscale preferenziale, come individuati dal Decreto del 04/05/1999 (e successive modifiche) del Ministero dell'Economia e delle Finanze, l'aliquota dell'IVAFE nel 2024 è pari allo 0,4% annuo (Legge di Bilancio 2024 - Articolo 1, comma 91, lettera b).

Per i conti correnti e i conti deposito detenuti da persone fisiche all'estero, l'IVAFE è fissata a un importo forfettario di 34,20 €. Per i soggetti diversi dalle persone fisiche, l'imposta è fissata a 100 €. I soggetti sono tenuti a pagare l'imposta solo se il saldo medio annuo dei conti correnti o dei conti deposito supera i 5.000 €.

Attività estere di natura finanziaria da dichiarare

La legislazione stabilisce l'obbligo di indicare nel quadro RW del modello Redditi P.F. le attività soggette a monitoraggio fiscale. Da questa indicazione potrebbe poi scaturire l'obbligo di pagamento dell'IVAFE. Vediamo quali sono le attività estere di natura finanziaria da dichiarare nel quadro RW del modello Redditi P.F.:

  • Partecipazioni al capitale o al patrimonio di soggetti non residenti (ad es. società estere o entità giuridiche quali fondazioni estere e trust esteri)
  • Contratti di natura finanziaria stipulati con controparti non residenti, tra cui finanziamenti, riporti, pronti contro termine e prestito titoli, polizze di assicurazione sulla vita stipulate con compagnie di assicurazioni estere
  • Diritti all'acquisto o alla sottoscrizione di azioni estere o strumenti finanziari assimilati
  • Obbligazioni estere e titoli similari
  • Titoli pubblici italiani e titoli equiparati emessi all'estero
  • Titoli non rappresentativi di merce e certificati di massa emessi da non residenti (comprese le quote OICR)
  • Valute estere
  • Depositi e conti correnti bancari costituiti all'estero indipendentemente dalle modalità di alimentazione, ad esempio accrediti di stipendi, di pensione o di compensi
  • Contratti derivati e altri rapporti finanziari stipulati al di fuori del territorio dello Stato
  • Metalli preziosi allo stato grezzo o monetato detenuti all'estero
  • Ogni altra attività da cui possono derivare redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera

Vanno indicate nel quadro RW anche le attività finanziarie italiane detenute all'estero (ad esempio, i titoli pubblici ed equiparati emessi in Italia, le partecipazioni in soggetti residenti e altri strumenti finanziari emessi da soggetti residenti), in quanto suscettibili di produrre redditi diversi di natura finanziaria derivanti da attività detenute all'estero.

IVAFE: attività finanziarie da dichiarare | Stripe - Scopri quali sono le attività finanziarie estere da dichiarare ai fini IVAFE

Attività escluse dall'IVAFE

Alcune attività finanziarie sono escluse dall'applicazione dell'IVAFE. Ecco quali sono:

  • Le forme di previdenza complementare organizzate o gestite da società ed enti di diritto estero
  • Le attività finanziarie che, nonostante siano detenute all'estero, sono amministrate da intermediari finanziari residenti in Italia
  • Le attività estere fisicamente detenute dal contribuente in Italia

Come si calcola l'IVAFE

Il metodo standard per determinare la base imponibile ai fini IVAFE prevede che i contribuenti la calcolino in base al valore di mercato dei propri asset finanziari alla data dell'ultimo giorno dell'anno solare. Se il residente in Italia non detiene più tali investimenti al 31 dicembre dell'anno di riferimento, deve determinare il valore di mercato alla fine del periodo di detenzione.

Per gli asset finanziari quotati su mercati regolamentati, i contribuenti devono utilizzare il valore di mercato al 31 dicembre o alla fine del periodo di detenzione. Per gli investimenti non negoziati su mercati regolamentati, o nei casi in cui le attività quotate siano state ritirate dalla quotazione, occorre utilizzare il valore nominale o, se non disponibile, il valore di rimborso, indipendentemente dal fatto che sia stato ufficialmente rideterminato a titolo di riferimento. Se non è possibile ottenere né il valore nominale né quello di rimborso, la base imponibile va determinata in base al prezzo di acquisto dei titoli.

Per calcolare l'acconto IVAFE, occorre utilizzare il 100% dell'importo dell'imposta determinato per l'anno precedente. Ad esempio, se l'imposta residua era pari a 150 €, anche l'acconto dovrà essere di 150 €. In questo caso, l'acconto dovrà essere versato in due rate, poiché l'importo supera la soglia di 103 €.

Doppia tassazione e credito fiscale

Se il contribuente ha versato un'imposta di successione nel Paese in cui sono detenuti i prodotti finanziari, i conti correnti o i conti di risparmio, può dedurre un credito d'imposta (articolo 19, comma 21, del decreto legge n. 201/11) pari all'importo dell'imposta di successione versata all'estero al momento del calcolo dell'IVAFE. In ogni caso, il credito non può superare l'importo dovuto in Italia.

Tuttavia, tale credito per l'IVAFE non è applicabile qualora sia in vigore un accordo per evitare la doppia imposizione con il Paese in cui è detenuto l'asset finanziario e tale accordo comprenda le imposte sul patrimonio. In tal caso, è il Paese di residenza del titolare a determinare l'aliquota applicabile.

L'IVAFE nelle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche

Le persone fisiche che detengono asset finanziari all'estero sono tenuti a dichiararle al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Possono farlo nella sezione RW del modulo PF sul reddito oppure, a partire dal 2024, nella sezione W del modulo 730/2024 dedicata al monitoraggio fiscale, che è identica alla sezione RW.

Sebbene l'IVAFE sia un'imposta sul patrimonio, il suo calcolo e il suo versamento seguono le stesse disposizioni normative applicabili all'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF). I contribuenti sono tenuti a versare sia un acconto che il saldo. Inoltre, è previsto un pagamento anticipato qualora l'importo indicato nella parte RW6, colonna 1, relativa all'IVAFE nel Modello dei redditi PF superi la soglia di 52 euro. Se l'importo è inferiore a tale soglia, è necessario versare solo il saldo.

Se l'anticipo IVAFE supera i 103 € (articolo 17, comma 3, del DPR n. 435/2001), deve essere versato in due rate:

  • La prima rata, pari al 40%, deve essere versata entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi dell'anno precedente, ovvero il 30 giugno.
  • La seconda rata, che copre il saldo residuo dopo aver detratto la prima, deve essere versata entro il 30 novembre.

Se non si opta per i versamenti a rate, l'intero importo dovrà essere saldato in un'unica soluzione entro il 30 novembre.

Rimanere al passo con una normativa in continua evoluzione può rappresentare una sfida per la tua attività. Strumenti come Stripe Tax possono semplificare la gestione degli adempimenti fiscali generando report dettagliati utili per la presentazione delle dichiarazioni dei fiscali.

Versamento dell'IVAFE

Il versamento dell'IVAFE avviene tramite il modello F24. Per i contribuenti titolari di partita Iva è obbligatorio presentare il modello F24 esclusivamente con le modalità telematiche, in uno dei seguenti modi:

  • direttamente (utilizzando i servizi "F24 web" o il software di compilazione "F24 online" dell'Agenzia delle Entrate, attraverso i canali telematici Fisconline o Entratel oppure attraverso l'home banking del proprio istituto di credito);
  • tramite intermediario abilitato.

I non titolari di partita IVA potranno effettuare il versamento anche con il modello F24 cartaceo presso banche, Poste Italiane e agenti di riscossione, purché non utilizzino crediti in compensazione. Resta comunque la possibilità di presentare il modello F24 in forma cartacea in caso di utilizzo di crediti d'imposta in compensazione esclusivamente presso gli agenti di riscossione.

I codici tributo da utilizzare per il pagamento dell'IVAFE sono i seguenti:

  • 4043: Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato - art. 19, c. 18, DL. n. 201/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. - SALDO
  • 4047: Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato - art. 19, c. 18, DL. n. 201/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. - ACCONTO PRIMA RATA
  • 4048: Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato - art. 19, c. 18, DL. n. 201/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. - ACCONTO SECONDA RATA O ACCONTO IN UNICA SOLUZIONE

I contenuti di questo articolo hanno uno scopo puramente informativo e formativo e non devono essere intesi come consulenza legale o fiscale. Stripe non garantisce l'accuratezza, la completezza, l'adeguatezza o l'attualità delle informazioni contenute nell'articolo. Per assistenza sulla tua situazione specifica, rivolgiti a un avvocato o a un commercialista competente e abilitato all'esercizio della professione nella tua giurisdizione.

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