Le stablecoin stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nell'ecosistema delle cripto-attività e nei pagamenti digitali internazionali. A differenza di bitcoin e di altre criptovalute il cui prezzo può cambiare rapidamente, una stablecoin cerca di mantenere un valore stabile facendo riferimento, ad esempio, all'euro o al dollaro statunitense. Per chi gestisce un'attività in Italia, il tema è particolarmente attuale anche per le novità introdotte dalla tassazione delle stablecoin nel 2026.
In questo articolo vedremo cos'è una stablecoin e in che modo si differenzia dalle altre criptovalute, come il Regolamento europeo MiCA distingue gli Electronic Money Token (EMT) dagli Asset-Referenced Token (ART) e quali sono le caratteristiche di USDT, USDC ed EURC. Analizzeremo inoltre il nuovo trattamento fiscale italiano, con particolare attenzione alle stablecoin in euro nel quadro MiCA e ai requisiti previsti dalla normativa fiscale italiana, i principali utilizzi per imprese e professionisti e le opzioni offerte da Stripe per i pagamenti in stablecoin.
In sintesi:
- Le stablecoin sono cripto-attività progettate per mantenere un valore relativamente stabile rispetto a un'attività di riferimento, spesso una valuta come l'euro o il dollaro. Si distinguono quindi da criptovalute come bitcoin o ether, il cui prezzo può variare molto più rapidamente.
- Non tutte le stablecoin funzionano allo stesso modo: possono essere ancorate a una valuta ufficiale, una materia prima o un paniere di attività e utilizzare meccanismi diversi per mantenere stabile il proprio valore, ad esempio riserve, garanzie in altre cripto-attività o regole algoritmiche.
- Nell'Unione europea, il Regolamento MiCA disciplina anche le stablecoin in euro e distingue diverse categorie di token, tra cui gli Electronic Money Token (EMT) e gli Asset-Referenced Token (ART).
- Dal 1° gennaio 2026, la tassazione italiana delle cripto-attività prevede in generale un'aliquota del 33% per le plusvalenze che rientrano tra i redditi diversi, mentre determinati EMT denominati in euro continuano a beneficiare dell'aliquota del 26%.
- Per freelance e imprese, le stablecoin possono essere utilizzate soprattutto nei pagamenti internazionali e negli incassi digitali, riducendo l'esposizione alla volatilità rispetto ad altre criptovalute. La loro adozione richiede però attenzione agli aspetti normativi, fiscali e alla disponibilità dei servizi nel proprio Paese.
Cosa sono le stablecoin e in che modo si differenziano dalle altre criptovalute
Una stablecoin, o criptomoneta stabile, è una cripto-attività progettata per mantenere un valore relativamente stabile rispetto a un elemento di riferimento. Nella maggior parte dei casi, questo riferimento è una valuta ufficiale, come il dollaro statunitense o l'euro. È una delle principali differenze rispetto a criptovalute come bitcoin o ether, il cui prezzo non è ancorato a un valore esterno e può quindi registrare oscillazioni significative anche in periodi brevi.
A cosa può essere ancorata una stablecoin
Il valore di una stablecoin può essere collegato a diversi elementi di riferimento; tra i più comuni ci sono i seguenti:
- Una singola valuta ufficiale: come l'euro o il dollaro statunitense. USDC, ad esempio, mira a mantenere un valore prossimo a 1 dollaro, mentre EURC è ancorata all'euro.
- Una materia prima, come ad esempio l'oro.
- Un paniere di attività, che può comprendere più valute, materie prime o altri asset.
L'elemento a cui la stablecoin è ancorata determina il valore che il token cerca di mantenere nel tempo. Questo riferimento non va però confuso con le attività utilizzate per sostenerne il valore.
Come fanno le stablecoin a mantenere stabile il proprio valore
Le stablecoin possono utilizzare meccanismi diversi per cercare di mantenere l'ancoraggio previsto.
Alcune sono sostenute da riserve in valuta fiat, come euro o dollari, o da altre attività finanziarie; altre possono essere garantite da materie prime oppure da altre cripto-attività.
Esistono inoltre modelli algoritmici, nei quali la stabilità viene ricercata attraverso regole automatiche che intervengono, ad esempio, sulla quantità di token in circolazione, anziché affidarsi esclusivamente a riserve a copertura del valore emesso.
Per questo motivo, il termine "stablecoin" non significa che il valore sia garantito in assoluto. Una criptomoneta stabile può perdere temporaneamente o permanentemente il proprio ancoraggio, un fenomeno noto come "depeg". Il rischio varia a seconda di come è strutturato il token, delle garanzie disponibili e del meccanismo utilizzato per mantenere stabile il valore.
Qual è la differenza tra stablecoin e altre criptovalute
La differenza principale riguarda quindi l'obiettivo con cui vengono progettate. Bitcoin, ad esempio, non cerca di mantenere una parità con una valuta, una materia prima o un altro elemento di riferimento: il suo prezzo dipende principalmente dalla domanda e dall'offerta sul mercato. Una stablecoin, invece, nasce con l'obiettivo di mantenere il proprio valore vicino a quello del riferimento scelto.Questa caratteristica può renderla più adatta ad alcuni utilizzi nei pagamenti, soprattutto quando si vuole evitare l'esposizione alle forti oscillazioni tipiche di molte altre cripto-attività.
Il trattamento normativo varia però in base alle caratteristiche della stablecoin. Nell'Unione europea, il Regolamento MiCA distingue infatti diverse categorie, tra cui gli Electronic Money Token (EMT) e gli Asset-Referenced Token (ART).
La classificazione MiCA: EMT e ART
Nell'Unione europea, il Regolamento MiCA distingue le stablecoin in base al valore o all'attività a cui fanno riferimento per mantenere stabile il proprio valore. Le due categorie principali per le stablecoin sono gli Electronic Money Token (EMT) e gli Asset-Referenced Token (ART).
Electronic Money Token (EMT)
Un Electronic Money Token, o token di moneta elettronica, è una cripto-attività che mira a mantenere stabile il proprio valore facendo riferimento a una singola valuta ufficiale, come l'euro o il dollaro statunitense.
Rientrano quindi in questa categoria, se rispettano i requisiti previsti da MiCA, le stablecoin ancorate a una sola valuta. Tra le caratteristiche principali degli EMT vi sono le seguenti:
- Fanno riferimento a una singola valuta ufficiale.
- Il titolare ha diritto al rimborso al valore nominale nella valuta di riferimento.
- Nell'UE possono essere emessi solo da soggetti autorizzati secondo quanto previsto da MiCA.
EURC, ad esempio, è un EMT denominato in euro, mentre USDC è un EMT denominato in dollari nell'Area economica europea. Il fatto che entrambi rientrino nella categoria EMT non significa però che abbiano lo stesso trattamento fiscale in Italia: come vedremo più avanti, la normativa italiana del 2026 riserva una disciplina specifica a determinati EMT denominati in euro.
Asset-Referenced Token (ART)
Il loro valore può essere collegato a più elementi di riferimento, invece che a una singola valuta ufficiale.
Un ART può, ad esempio, fare riferimento a:
- una combinazione di valute;
- una o più materie prime;
- altre attività o diritti;
- un paniere formato da più elementi.
Questa categoria comprende quindi strutture più articolate rispetto agli EMT. La distinzione è importante perché MiCA prevede requisiti specifici per gli emittenti di ART, soprattutto in relazione alle riserve e alla gestione degli asset che sostengono il valore del token.
Perché la distinzione tra EMT e ART è importante per un'impresa
Per chi utilizza o intende accettare stablecoin, sapere se un token è classificato come EMT o ART non è un dettaglio puramente tecnico. La categoria MiCA incide sul quadro normativo applicabile e, nel caso italiano, può avere anche conseguenze fiscali.
In particolare, il trattamento agevolato previsto dal 2026 non riguarda tutte le stablecoin né tutti gli EMT, ma specifici token di moneta elettronica denominati in euro che rispettano i requisiti previsti dalla normativa italiana.
Stablecoin diffuse in Italia e in Europa: USDT, USDC ed EURC
Il mercato globale resta fortemente concentrato sulle stablecoin in dollari. Secondo la Banca centrale europea, alla fine del 2025 quasi tutta l'offerta mondiale di stablecoin era ancora denominata in dollari, e USDT e USDC rappresentavano insieme circa il 90% del mercato. Le stablecoin denominate in euro avevano invece una capitalizzazione di poche centinaia di milioni di euro.
Non esiste una graduatoria pubblica altrettanto precisa riferita esclusivamente all'Italia, ma queste tre stablecoin aiutano a comprendere le principali differenze che un'impresa italiana può incontrare.
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Stablecoin
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Valuta di riferimento
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Caratteristica principale
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|---|---|---|
| USDT (Tether) | Dollaro USA | È la maggiore stablecoin mondiale per capitalizzazione ed è ampiamente utilizzata nell'ecosistema delle cripto-attività |
| USDC (Circle) | Dollaro USA | È un EMT emesso nell'EEA da Circle nell'ambito del quadro MiCA, ma rimane denominato in dollari |
| EURC (Circle) | Euro | È un EMT denominato in euro, conforme a MiCA e riscattabile 1:1 in euro |
Circle France è autorizzata come istituto di moneta elettronica in Francia e indica sia USDC sia EURC come EMT regolamentati ai sensi di MiCA nello Spazio economico europeo. EURC è inoltre sostenuta da riserve denominate in euro.
Dal punto di vista fiscale, la valuta di riferimento e la classificazione del token possono però avere conseguenze diverse in Italia, come vedremo nella sezione successiva.
Tassazione delle stablecoin nel 2026: quando si applicano il 33% e il 26%
Dal 1° gennaio 2026 è cambiata la tassazione italiana delle cripto-attività. Per le plusvalenze e gli altri proventi da cripto-attività che rientrano tra i redditi diversi previsti dall'articolo 67, comma 1, lettera c-sexies del TUIR, l'imposta sostitutiva è passata dal 26% al 33%. Con "redditi diversi", il TUIR indica una categoria specifica di redditi imponibili che non rientrano nelle principali categorie fiscali, come i redditi di capitale, di lavoro o d'impresa; i redditi derivanti da determinate operazioni con cripto-attività rientrano in questa categoria quando ricorrono i requisiti previsti dalla norma.
La normativa prevede però un'eccezione per determinati token di moneta elettronica (EMT) denominati in euro, per i quali continua ad applicarsi l'aliquota del 26%.
Quando si applica l'aliquota del 26% agli EMT in euro
L'aliquota ridotta non riguarda indistintamente tutte le stablecoin in euro e neppure tutte quelle conformi al Regolamento MiCA. Come previsto dall'art. 1, comma 28, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di bilancio 2026), per rientrare nel trattamento al 26% il token deve rispettare i seguenti requisiti specifici:
- Deve essere un token di moneta elettronica (EMT) ai sensi del Regolamento MiCA.
- Il suo valore deve essere stabilmente ancorato all'euro.
- I fondi di riserva devono essere detenuti integralmente in attività denominate in euro.
- Le riserve devono essere detenute presso soggetti autorizzati in UE.
Il fatto che una stablecoin sia conforme a MiCA, quindi, non è sufficiente per beneficiare dell'aliquota del 26%. Una stablecoin denominata in dollari, ad esempio, non rientra in questa eccezione anche se è classificata come EMT e rispetta il quadro normativo MiCA.
La normativa stabilisce inoltre che la semplice conversione tra euro e un EMT denominato in euro che soddisfa questi requisiti non genera, ai fini fiscali, una plusvalenza o una minusvalenza, cioè un guadagno o una perdita derivante dalla variazione di valore del token. Lo stesso vale per il rimborso in euro del suo valore nominale.
Cosa significa il 33% per freelance e imprese
È importante non interpretare l'aliquota del 33% come la tassazione automatica di qualsiasi pagamento in stablecoin ricevuto da un professionista o da un'impresa.
La disciplina descritta riguarda infatti le plusvalenze e gli altri proventi da cripto-attività classificati come redditi diversi. L'articolo 67 del TUIR esclude da questa categoria i redditi conseguiti nell'esercizio di arti, professioni o imprese commerciali. Se un freelance o un'impresa riceve stablecoin come corrispettivo per beni o servizi, il trattamento fiscale deve quindi essere valutato in base alla natura dell'operazione e al regime fiscale applicabile all'attività.
Dal 1° gennaio 2027, questa disciplina viene ricodificata nel nuovo Testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026): i redditi da cripto-attività saranno disciplinati dall'articolo 76, comma 1, lettera i), mentre le aliquote del 33% e del 26% e le regole specifiche per gli EMT in euro saranno contenute nell'articolo 304, comma 7.
Quando la conversione di stablecoin in euro non genera una plusvalenza imponibile
In termini semplici, una plusvalenza è un guadagno derivante dall'aumento di valore di un'attività, mentre una minusvalenza è una perdita. Per esempio, se acquistassi una cripto-attività per 1.000 € e la cedessi successivamente per 1.100 €, avresti una plusvalenza di 100 €. Se invece la cedessi per 900 €, avresti una minusvalenza di 100 €.
Per determinati token di moneta elettronica denominati in euro, tuttavia, la normativa prevede una regola specifica. La mera conversione tra euro e un EMT denominato in euro che soddisfa i requisiti previsti dalla legge non costituisce realizzo di una plusvalenza o minusvalenza. Lo stesso vale per il rimborso in euro del valore nominale del token.
In pratica, se converti 1.000 € in un EMT denominato in euro che soddisfa i requisiti previsti dalla normativa e successivamente ne riscatti il valore nominale in euro, la sola conversione e il successivo rimborso non vengono trattati come operazioni che generano, ai fini fiscali, una plusvalenza o una minusvalenza.
Questa esclusione riguarda però specificamente le operazioni previste dalla norma e non va estesa automaticamente ad altri casi, come lo scambio con stablecoin denominate in dollari, la conversione tra diverse cripto-attività o eventuali rendimenti maturati sui token.
Stablecoin: vantaggi e casi d'uso principali
Le stablecoin possono offrire alcuni vantaggi pratici nei pagamenti digitali, soprattutto quando il denaro deve essere trasferito tra Paesi diversi. Un'infrastruttura di pagamenti in stablecoin basata sulla blockchain può infatti rendere i trasferimenti disponibili 24 ore su 24 e sette giorni su sette, senza dipendere dagli orari di apertura delle banche, dai fine settimana o dai giorni festivi.
In molti casi, i trasferimenti possono essere più rapidi rispetto ad alcuni pagamenti internazionali tradizionali. Anche i costi possono diminuire quando il pagamento evita una lunga catena di intermediari. Il risparmio non è però garantito: commissioni e tempi dipendono dalla blockchain utilizzata, dal servizio scelto e dall'eventuale conversione tra stablecoin e valuta fiat.
Pagamenti internazionali per liberi professionisti
Per un libero professionista che lavora con clienti esteri, un pagamento internazionale tramite stablecoin può rappresentare un'alternativa ai trasferimenti bancari tradizionali. Il cliente può trasferire il pagamento tramite blockchain e il professionista può successivamente conservare la stablecoin, utilizzarla oppure convertirla nella propria valuta.
Questo può essere utile soprattutto nei rapporti con clienti situati in Paesi diversi, dove bonifici internazionali, conversioni valutarie e intermediari possono aumentare tempi e costi.
Regolamenti di e-commerce
Nel commercio elettronico, le stablecoin possono essere utilizzate sia per ricevere pagamenti dai clienti sia per trasferire fondi a venditori, fornitori o partner commerciali.
Un marketplace, ad esempio, può dover distribuire parte dell'importo incassato ai venditori presenti sulla piattaforma. Allo stesso modo, un'attività di e-commerce può avere fornitori o partner in altri Paesi e utilizzare le stablecoin per effettuare trasferimenti internazionali senza essere vincolata agli stessi orari bancari.
Un ulteriore vantaggio rispetto a criptovalute come bitcoin o ether è la minore esposizione alle oscillazioni di prezzo. Una stablecoin ancorata all'euro o al dollaro mira infatti a mantenere un valore relativamente stabile. Questo non elimina tutti i rischi: una stablecoin può perdere il proprio ancoraggio e, nel caso di token denominati in dollari, un'impresa italiana rimane esposta anche alle variazioni del cambio tra dollaro ed euro.
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Domande frequenti sulle stablecoin
I contenuti di questo articolo hanno uno scopo puramente informativo e formativo e non devono essere intesi come consulenza legale o fiscale. Stripe non garantisce l'accuratezza, la completezza, l'adeguatezza o l'attualità delle informazioni contenute nell'articolo. Per assistenza sulla tua situazione specifica, rivolgiti a un avvocato o a un commercialista competente e abilitato all'esercizio della professione nella tua giurisdizione.