Aprire una società all'estero per imprenditori italiani: opportunità e regole fiscali

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Ulteriori informazioni 
  1. Introduzione
  2. Aprire una società all’estero: cosa c’è da sapere
  3. Perché aprire una società in un Paese estero
    1. Tassazione più favorevole
    2. Burocrazia più semplice
    3. Accesso a mercati internazionali
    4. Maggiore credibilità internazionale
  4. Requisiti per aprire una società all’estero
    1. Esterovestizione
    2. Stabile organizzazione
    3. Possibili sanzioni
  5. È possibile aprire una società all’estero restando in Italia?
  6. Come aprire una società all’estero in modo legale
    1. Scelta della giurisdizione
    2. Costituzione della società
    3. Rispetto dei requisiti legali
  7. Dove conviene aprire una società all’estero?
    1. Estonia
    2. Slovenia
    3. Svizzera
    4. Regno Unito
    5. Stati Uniti
    6. Qual è il Paese europeo con le tasse più basse?
  8. In che modo Stripe Atlas può essere d’aiuto
    1. Registrazione su Atlas
    2. Accettazione di pagamenti e operazioni bancarie prima dell’arrivo del tuo EIN
    3. Acquisto di azioni senza contanti da parte del fondatore
    4. Presentazione automatica della dichiarazione fiscale 83(b)
    5. Documenti legali aziendali con idoneità globale
    6. Un anno gratuito di Stripe Payments, più 50.000 USD in crediti e sconti offerti dai partner

Aprire una società all'estero è una scelta che attira sempre più aziende, start-up e imprenditori italiani che vogliono espandersi oltre i confini nazionali o ottimizzare la propria struttura fiscale. I motivi sono diversi: regimi fiscali più favorevoli, burocrazia più snella, accesso a nuovi mercati e maggiore facilità nel fare impresa.

Tuttavia, trasferire o avviare un'attività fuori dall'Italia richiede attenzione alle normative fiscali e societarie, sia italiane sia internazionali, per evitare rischi come l'esterovestizione o la qualificazione come stabile organizzazione in Italia.

In questo articolo analizzeremo i principali vantaggi di aprire una società all'estero, come farlo in modo legale, se è possibile aprire una società estera restando in Italia, in quali Paesi conviene davvero avviare un'impresa e quali aspetti valutare prima di prendere una decisione strategica.

Contenuto dell'articolo

  • Aprire una società all'estero: cosa c'è da sapere
  • Perché aprire una società in un Paese estero
  • Requisiti per aprire una società all'estero
  • È possibile aprire una società all'estero restando in Italia?
  • Come aprire una società all'estero in modo legale
  • Dove conviene aprire una società all'estero?
  • In che modo Stripe Atlas può esserti d'aiuto

Aprire una società all'estero: cosa c'è da sapere

Negli ultimi anni, l'interesse verso la possibilità di aprire una società all'estero è cresciuto in modo significativo tra imprenditori italiani, freelance e aziende digitali. Le ragioni sono molteplici e includono motivazioni sia fiscali che operative.

Molti imprenditori si chiedono dove conviene aprire una società all'estero per beneficiare di un sistema più favorevole rispetto a quello italiano. Secondo i dati ufficiali ISTAT, la pressione fiscale complessiva in Italia nel 2024, che include imposte dirette, indirette e contributi sociali obbligatori, era pari al 42,5% del PIL, confermando l'elevato livello di imposizione fiscale e contributiva che incide anche sulle attività delle imprese.

Inoltre, grazie alla digitalizzazione, oggi è possibile aprire una società estera online in numerose giurisdizioni, con procedure semplificate e tempi ridotti rispetto al passato. Alcuni Paesi permettono la costituzione di una società in pochi giorni, senza la necessità di recarsi fisicamente sul posto.

Tuttavia, è fondamentale chiarire un punto: aprire una società estera non significa automaticamente pagare meno tasse o evitare la tassazione italiana. Il trattamento fiscale dipende da diversi fattori, tra cui:

  • il luogo di gestione effettiva della società;
  • la residenza fiscale degli amministratori;
  • il luogo in cui si svolge l'attività economica;
  • la presenza o meno di una stabile organizzazione in Italia.

Aprire una società all'estero è possibile, ma deve essere fatto rispettando precise regole fiscali e societarie.

Perché aprire una società in un Paese estero

I vantaggi di aprire una società estera possono essere rilevanti, ma variano in base al Paese scelto e al modello di business. Tuttavia, è possibile delineare i principali motivi che portano gli imprenditori italiani a considerare l'idea di aprire un'azienda all'estero.

Tassazione più favorevole

Uno dei motivi principali per cui molti imprenditori valutano dove aprire una società per pagare meno tasse è la possibilità di accedere a regimi fiscali più competitivi rispetto all'Italia.

Ad esempio:

  • In Estonia, l'imposta sugli utili è pari allo 0% finché non vengono distribuiti.
  • In Irlanda, l'imposta sulle società è pari al 12,5% per i redditi derivanti da attività commerciali, una delle aliquote più basse tra i principali Paesi europei.
  • Nel Regno Unito, l'imposta sulle società è generalmente inferiore rispetto alla tassazione complessiva italiana.

Questo non significa automaticamente pagare meno tasse, ma avere una maggiore flessibilità fiscale e una migliore pianificazione finanziaria.

Burocrazia più semplice

In molti Paesi, aprire una società estera richiede meno formalità rispetto all'Italia. Questo porta alla riduzione di:

  • costi amministrativi;
  • tempi di costituzione;
  • complessità operative;

Accesso a mercati internazionali

Aprire una società all'estero può facilitare l'accesso a nuovi mercati, partner e investitori. Questo è particolarmente importante per:

Maggiore credibilità internazionale

In alcuni settori, avere una società con sede in giurisdizioni come Stati Uniti, Regno Unito o Svizzera può aumentare la credibilità verso clienti e investitori.

Requisiti per aprire una società all'estero

Aprire una società all'estero è perfettamente legale per un imprenditore italiano. Tuttavia, occorre rispettare alcuni requisiti fondamentali per non incorrere in sanzioni. Il sistema fiscale italiano stabilisce che la residenza fiscale di una società dipende non solo dalla sede legale, ma anche dal luogo in cui si trova la sede dell'amministrazione o viene svolta l'attività principale, come previsto dall'articolo 73, comma 3, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR, DPR 917/1986).

Secondo questa norma, una società è considerata fiscalmente residente in Italia se, per la maggior parte del periodo d'imposta (cioè più di 183 giorni all'anno), si verifica almeno una delle seguenti condizioni:

  • la sede legale si trova in Italia;
  • la sede dell'amministrazione si trova in Italia;
  • l'oggetto principale dell'attività si trova in Italia.

Il concetto più importante è quello di sede dell'amministrazione, cioè il luogo in cui vengono prese le decisioni strategiche e gestionali della società: la residenza fiscale, infatti, dipende dalla gestione effettiva della società, non solo dalla sede legale formale.

Esterovestizione

Quando una società è formalmente costituita all'estero ma, nella sostanza, è gestita dall'Italia, si parla di esterovestizione. Si tratta di una situazione in cui la sede legale è localizzata in un altro Paese, ma la direzione effettiva e le decisioni strategiche vengono prese in Italia. In questi casi, l'Agenzia delle Entrate può riqualificare la società come fiscalmente residente in Italia, con la conseguenza che tutti i redditi prodotti saranno soggetti alla tassazione italiana, indipendentemente dal fatto che la società sia stata costituita all'estero.

Stabile organizzazione

Un altro concetto fondamentale è quello di stabile organizzazione, disciplinato dall'articolo 162 del TUIR e coerente con il modello OCSE contro le doppie imposizioni. Una stabile organizzazione esiste quando una società estera esercita in modo stabile un'attività economica in Italia, ad esempio tramite:

  • una sede fissa di affari, come un ufficio o un coworking utilizzato stabilmente;
  • personale o dipendenti che operano in Italia;
  • un agente che conclude contratti abitualmente per conto della società;
  • una struttura operativa utilizzata per fornire servizi o vendere beni.

In presenza di una stabile organizzazione, i redditi attribuibili all'attività svolta in Italia sono tassati in Italia, anche se la società è formalmente estera.

Possibili sanzioni

Le conseguenze fiscali e legali possono essere molto serie. In caso di accertamento di esterovestizione o stabile organizzazione occulta, l'Agenzia delle Entrate può applicare:

  • il recupero delle imposte non versate (IRES, IRAP e IVA);
  • sanzioni amministrative dal 90% al 180% dell'imposta evasa;
  • nei casi più gravi, sanzioni penali per dichiarazione infedele o omessa dichiarazione, ai sensi dell'art. 4 del D.Lgs. 74/2000.

Per questo motivo, aprire una società estera è una scelta legittima, ma deve essere accompagnata da una reale presenza economica nel Paese estero e da una struttura coerente.

È possibile aprire una società all'estero restando in Italia?

Dal punto di vista giuridico, un imprenditore residente in Italia può costituire o possedere una società all’estero. Tuttavia, questo non significa automaticamente che la società sarà considerata fiscalmente residente nel Paese estero.

La residenza fiscale dipende infatti dal luogo in cui la società è effettivamente gestita. Se la gestione amministrativa e le decisioni strategiche avvengono dall'Italia, la società può essere considerata fiscalmente residente in Italia anche se è formalmente registrata all’estero.

In particolare, il rischio che una società estera venga considerata fiscalmente residente in Italia aumenta se:

  • l'amministratore risiede in Italia e prende le decisioni strategiche dall'Italia;
  • la gestione operativa avviene prevalentemente dall'Italia;
  • i contratti vengono negoziati o conclusi dall'Italia;
  • non esiste una reale struttura operativa nel Paese estero, ad esempio perché la sede è in realtà solo un indirizzo di domiciliazione o un ufficio virtuale.

In queste situazioni, l'Agenzia delle Entrate può contestare l'esterovestizione e considerare la società fiscalmente residente in Italia, con conseguente tassazione dei redditi secondo la normativa italiana.

Affinché la società sia considerata effettivamente residente all’estero, è necessario che esista una presenza economica reale nel Paese estero, ad esempio:

  • una sede operativa reale;
  • una gestione amministrativa svolta nel Paese estero;
  • decisioni strategiche prese al di fuori dell'Italia;
  • una struttura coerente con l'attività svolta.

Inoltre, se sei residente fiscale in Italia e possiedi una società estera, devi rispettare specifici obblighi dichiarativi, tra cui l'indicazione della partecipazione nel quadro RW della dichiarazione dei redditi, utilizzato per il monitoraggio fiscale delle attività estere e per verificare eventuali obblighi fiscali come l'IVAFE.

Come aprire una società all'estero in modo legale

Se vuoi capire come aprire una società all'estero in modo legale, è fondamentale seguire un approccio strutturato e conforme sia alla normativa estera sia a quella italiana.

Scelta della giurisdizione

Il primo passo è scegliere la giurisdizione più adatta al tuo modello di business. La scelta non dovrebbe basarsi solo sulla tassazione, ma anche su fattori come:

  • stabilità giuridica e fiscale;
  • reputazione internazionale del Paese;
  • facilità di apertura e gestione della società;
  • accesso al sistema bancario;
  • compatibilità con il tuo mercato di riferimento:

Costituzione della società

Una volta scelto il Paese, devi costituire la società secondo la normativa locale. Questo generalmente include:

  • registrazione presso il registro imprese locale;
  • redazione dell'atto costitutivo;
  • nomina degli amministratori;
  • apertura di un conto bancario aziendale;
  • ottenimento di eventuali licenze o autorizzazioni.

Rispetto dei requisiti legali

In molti Paesi è possibile aprire una società estera online, ma la costituzione formale è solo il primo passo. Per garantire la piena legalità, è fondamentale che la società abbia una sostanza economica reale (economic substance), cioè una presenza operativa concreta nel Paese estero, con attività economica effettiva, gestione aziendale e, ove necessario, personale o strutture adeguate.

Questo concetto è sempre più importante anche a livello internazionale, a seguito delle iniziative OCSE contro l'elusione fiscale (progetto BEPS - Base Erosion and Profit Shifting). Il progetto BEPS, promosso dall'OCSE e dal G20, mira a contrastare le strategie utilizzate da alcune imprese multinazionali per trasferire artificialmente gli utili verso Paesi con una tassazione più bassa o nulla, sfruttando differenze e lacune tra i sistemi fiscali nazionali. L'obiettivo è garantire che i profitti siano tassati nel Paese in cui viene effettivamente svolta l'attività economica e generato il valore.

In pratica, la società dovrebbe avere elementi concreti come:

  • una sede operativa reale;
  • un indirizzo fisico e non solo virtuale;
  • personale o collaboratori;
  • attività economica effettiva nel Paese estero
  • decisioni aziendali prese nel Paese estero.

Inoltre, come imprenditore residente in Italia, devi rispettare gli obblighi fiscali italiani relativi alla tua partecipazione nella società estera. Questo può includere:

  • dichiarazione della partecipazione nel quadro RW della dichiarazione dei redditi;
  • dichiarazione degli eventuali dividendi percepiti;
  • ● rispetto delle norme sulle imprese estere controllate, disciplinate dall'articolo 167 del TUIR, che prevedono la tassazione in Italia degli utili di società estere controllate in determinati casi.

Infine, è fortemente consigliabile avvalersi di professionisti qualificati come commercialisti esperti in fiscalità internazionale e avvocati specializzati in diritto societario internazionale per garantire di operare nella piena legalità.

Dove conviene aprire una società all'estero?

Capire dove conviene aprire una società all'estero dipende da diversi fattori, tra cui il tipo di attività, il mercato di riferimento e la struttura operativa che intendi creare. Non esiste un Paese migliore in assoluto, ma alcune giurisdizioni si distinguono per un carico fiscale più favorevole, procedure amministrative più semplici e maggiori opportunità di crescita internazionale, come ad esempio Estonia, Slovenia, Svizzera, Emirati Arabi Uniti o Stati Uniti. Vediamo di seguito queste opzioni.

Estonia

All'interno dell'Unione europea, l'Estonia è uno dei Paesi più apprezzati, soprattutto da start-up, freelance e imprese digitali. Il suo principale punto di forza è il sistema fiscale che prevede un'imposta pari allo 0% sugli utili non distribuiti, che favorisce il reinvestimento e la crescita dell'azienda. Inoltre, grazie al programma di e-Residency, è possibile aprire una società estera online e gestirla completamente in modo digitale. Tuttavia, è fondamentale che la società abbia una gestione effettiva coerente con la sede estone, per evitare contestazioni fiscali.

Slovenia

Un'altra opzione interessante è la Slovenia, spesso scelta per la vicinanza geografica all'Italia e per una burocrazia generalmente più snella. Può essere una soluzione adatta soprattutto per attività commerciali e operative nel mercato europeo.

Svizzera

La Svizzera, invece, è particolarmente apprezzata per la stabilità economica, la reputazione internazionale e un sistema fiscale competitivo in alcuni cantoni, anche se presenta costi di gestione più elevati.

Regno Unito

Anche il Regno Unito continua a essere una giurisdizione molto utilizzata dagli imprenditori italiani, grazie alla rapidità di costituzione delle società, ai costi contenuti e all'elevata credibilità internazionale. Aprire una società nel Regno Unito può essere particolarmente vantaggioso per attività digitali, consulenziali e commerciali con clienti internazionali.

Stati Uniti

Infine, gli Stati Uniti rappresentano una delle destinazioni più strategiche per chi vuole operare su scala globale. Costituire una società statunitense, ad esempio sotto forma di LLC o C-Corporation, consente di accedere a uno dei mercati più grandi e dinamici al mondo e di aumentare la credibilità nei confronti di clienti e investitori internazionali. Esistono inoltre strumenti che permettono di aprire una società negli Stati Uniti anche da remoto, rendendo questa opzione sempre più accessibile agli imprenditori italiani che vogliono espandere il proprio business a livello internazionale.

Confronto tra i principali Paesi per aprire una società

Paese

Imposta societaria

Punti di forza principali

Svantaggi principali

Ideale per

Estonia

0% sugli utili reinvestiti

Gestione digitale, e-residency, fiscalità favorevole

Necessaria gestione reale per evitare esterovestizione

Start-up, SaaS, freelance

Slovenia

22%

Vicinanza all'Italia, burocrazia più semplice

Mercato interno limitato

PMI e attività commerciali

Svizzera

Circa 12%–21% (variabile per cantone)

Stabilità economica, reputazione elevata

Costi di gestione elevati

Consulenza, finanza, holding

Regno Unito

25%

Costituzione rapida, alta credibilità internazionale

Tassazione non tra le più basse

E-commerce, servizi

Stati Uniti

21% federale (+ eventuale statale)

Accesso a investitori, mercato globale

Complessità fiscale maggiore

Start-up, aziende tecnologiche

Qual è il Paese europeo con le tasse più basse?

Tra i Paesi europei, l'Ungheria ha attualmente una delle imposte societarie più basse, con un'aliquota del 9% sull'utile delle società, la più bassa nell'Unione europea. Anche la Bulgaria (10%), l'Irlanda (12,5%) e l'Estonia sono spesso considerate giurisdizioni fiscali favorevoli. In particolare, l'Estonia applica un sistema unico in cui gli utili non sono tassati finché restano reinvestiti nell'azienda, e l'imposta si applica solo al momento della distribuzione dei dividendi. Tuttavia, la convenienza dipende anche da altri fattori, come la residenza fiscale, la presenza operativa e le normative applicabili all'attività.

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I contenuti di questo articolo hanno uno scopo puramente informativo e formativo e non devono essere intesi come consulenza legale o fiscale. Stripe non garantisce l'accuratezza, la completezza, l'adeguatezza o l'attualità delle informazioni contenute nell'articolo. Per assistenza sulla tua situazione specifica, rivolgiti a un avvocato o a un commercialista competente e abilitato all'esercizio della professione nella tua giurisdizione.

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