Quali dati sono obbligatori nella fattura elettronica in Italia
Un aspetto molto importante per chiunque abbia un'attività commerciale è la gestione della fatturazione. Dopo l'entrata in vigore in Italia dell'obbligo della fatturazione elettronica nel 2019, le attività hanno dovuto adeguarsi alla nuove normative dotandosi anche di un software di fatturazione elettronica. Ma come si emette una fattura elettronica? Quali sono i dati obbligatori da includere? In questo articolo approfondiremo questi aspetti per aiutarti a comprendere meglio come emettere fatture senza problemi e nel rispetto della conformità.
Contenuto dell'articolo
- Quali dati servono per emettere la fattura elettronica
- I dati obbligatori nella fattura elettronica B2C
- I dati obbligatori nella fattura elettronica PA
- I dati obbligatori nella fattura elettronica per i forfettari
- Indicazione della data nella fattura elettronica
Quali dati servono per emettere la fattura elettronica
I dati minimi obbligatori da indicare in fattura sono stabiliti nella Direttiva 2006/112/CE (agli articoli 226 e seguenti), che si propone di armonizzare a livello europeo i documenti che attestano le operazioni soggette a Iva. In Italia l'articolo 21, comma 2, del DPR 633/1972 (e successive modifiche) riprende in larga misura le disposizioni dell'articolo 226 della Direttiva europea, specificando in modo dettagliato quali sono i dati obbligatori per la fattura elettronica.
Quali dati sono obbligatori in fattura?
I dati obbligatori nella fattura elettronica includono:
- Data di emissione della fattura
- Numero univoco progressivo della fattura
- Dati dell'emittente (ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio)
- Numero di partita Iva
- Dati del committente (ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio)
- Numero di partita Iva del committente o, in caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell'Unione europea, numero di identificazione Iva attribuito dallo Stato membro di stabilimento
- Descrizione, quantità e prezzi dei prodotti/servizi oggetto dell'operazione
- Data in cui è effettuata la cessione di beni/la prestazione di servizi
- Data in cui è corrisposto il pagamento, se diversa dalla data di emissione della fattura
- Aliquota Iva e imponibile
- Codice destinatario: un codice alfanumerico di 7 cifre con lo scopo di recapitare correttamente una fattura elettronica a un'impresa o a un professionista
Il codice destinatario della fattura elettronica
Il codice destinatario è un altro elemento fondamentale da inserire nella fattura elettronica, anche se non propriamente obbligatorio. Come anticipato, si tratta di un codice alfanumerico di 7 cifre, anche chiamato codice destinatario SdI o codice SdI (in riferimento al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate) con lo scopo di recapitare correttamente una fattura elettronica a un'impresa o a un professionista. Infatti, il codice destinatario identifica il software di fatturazione elettronica utilizzato dal destinatario della fattura e permette a quest'ultimo di ricevere le fatture direttamente all'interno di tale software. In sua mancanza, è comunque possibile inviare la fattura elettronica: basta semplicemente conoscere l’indirizzo PEC del destinatario. Oppure, in mancanza anche di quest'ultimo, il committente in Italia può visualizzare le fatture nella sua area riservata "Consultazione" del portale "Fatture e Corrispettivi" dell'Agenzia delle Entrate.
Questi sono i dati obbligatori della fattura elettronica B2B, cioè della fattura inviata da un operatore economico (azienda o professionista) a un altro operatore economico. Se invece devi emettere una fattura elettronica B2C, cioè verso un consumatore finale, ci sono alcuni aspetti differenti da prendere in considerazione.
I dati obbligatori nella fattura elettronica B2C
I dati che servono per la fattura B2C sono:
- Data di emissione della fattura
- Numero univoco progressivo della fattura
- Dati dell'emittente (ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio)
- Numero di partita Iva
- Dati del committente (in questo caso nome e cognome, indirizzo e codice fiscale, in quanto si tratta di un consumatore finale, non dotato di numero di partita Iva)
- Descrizione, quantità e prezzi dei prodotti/servizi oggetto dell'operazione
- Data in cui è effettuata la cessione di beni/la prestazione di servizi
- Data in cui è corrisposto il pagamento, se diversa dalla data di emissione della fattura
- Aliquota Iva e imponibile
- Codice "0000000" da inserire nel campo del codice destinatario
I dati obbligatori nella fattura elettronica PA
Se devi emettere una fattura elettronica verso un ente della Pubblica Amministrazione, devi sapere che, oltre ai dati necessari per la fattura elettronica già menzionati, ci sono elementi aggiuntivi, specifici per questo tipo di fattura elettronica: il codice univoco e altri due codici, CIG e CUP, che hanno lo scopo di garantire la tracciabilità dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni.
Codice univoco
È una sequenza alfanumerica di 6 caratteri che identifica in modo univoco un ufficio specifico dell'Amministrazione Pubblica, consentendo di indirizzare correttamente la fattura elettronica. Allo stesso ente pubblico possono essere associati più codici univoci che corrispondono ai vari uffici dello stesso ente pubblico. Viene anche definito codice univoco d'ufficio o codice IPA (Indice delle Pubbliche Amministrazioni). Il codice univoco è obbligatorio.Codice CIG (Codice Identificativo di Gara)
Si tratta di dieci caratteri alfanumerici che servono a indicare una gara d'appalto. Va inserito obbligatoriamente in fattura, tranne nei casi di esclusione dall'obbligo di tracciabilità riportati nella Legge n. 136 del 13 agosto 2010.Codice CUP (Codice Unico di Progetto)
Si tratta di 15 caratteri alfanumerici che identificano un progetto d'investimento pubblico. Va inserito solo se espressamente richiesto dall'ente.
Split Payment
Ricordiamo che chi emette una fattura alla Pubblica Amministrazione deve seguire le regole dello Split Payment, secondo il quale il fornitore non riceve l'intero pagamento comprensivo di imponibile e Iva, ma solo l'importo netto relativo all'imponibile. L'Iva, invece, viene versata direttamente all'erario da parte dell'acquirente. Questo sistema si distingue dalla normale gestione dell'IVA, in cui è il fornitore a riscuotere l'imposta e a versarla successivamente allo Stato.
Puoi trovare tutti gli enti che applicano lo split payment negli appositi elenchi del Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Non tutti i contribuenti devono seguire le regole dello Split Payment; infatti, ne sono esclusi:
i professionisti con ritenuta alla fonte a titolo d'acconto o di imposta sul reddito;
i contribuenti in regime forfettario e quelli soggetti a regimi speciali Iva.
Informazioni obbligatorie nelle fatture elettroniche per i contribuenti forfettari
Oltre alle informazioni richieste per tutte le fatture elettroniche, i contribuenti forfettari devono includere una lingua specifica obbligatoria. Un software per la fatturazione elettronica è in grado di memorizzare queste informazioni e completarle automaticamente per le fatture future. Le dichiarazioni richieste che devono essere riportate nelle fatture elettroniche per il regime forfettario sono:
Operazione senza applicazione dell'IVA, effettuata ai sensi dell'articolo 1, commi da 54 a 89, l. n. 190 del 2014 così come modificato dalla l. n. 208 del 2015 e dalla L. n. 145 del 2018.
Il compenso non è soggetto a ritenute d'acconto ai sensi della Legge 190 del 23 dicembre 2014 art. 1 comma 67.
Man mano che l'attività cresce, la gestione della procedura di fatturazione può diventare sempre più complessa. Alcuni strumenti possono automatizzare questa procedura e semplificarti l'emissione delle fatture. Ad esempio, Stripe Invoicing è una piattaforma di fatturazione completa e scalabile che ti consente di creare e inviare fatture sia per i pagamenti una tantum sia per quelli ricorrenti, senza dover scrivere nemmeno una riga di codice. Con Invoicing puoi risparmiare tempo e ricevere i pagamenti più velocemente, poiché la riscossione dell'87% delle fatture di Stripe avviene entro 24 ore. Inoltre, grazie alla collaborazione con partner terzi, puoi utilizzare Invoicing per la fatturazione elettronica.
Indicazione della data nella fattura elettronica
La data da indicare nella fattura elettronica dipende da che tipo di fattura devi emettere; infatti, ne esistono principalmente di due tipi: fattura immediata e differita, con termini di invio diversi al Sistema di Interscambio (che corrisponde all'emissione). Per quanto riguarda la fattura immediata, occorre inviarla al Sistema di Interscambio entro 12 giorni dalla data dell'operazione, mentre la fattura differita va inviata entro il giorno 15 del mese successivo alla data dell'operazione. Vediamo quindi come indicare la data nella fattura elettronica a seconda della tipologia.
Che data indicare nella fattura elettronica?
Per quanto riguarda la fattura immediata, puoi inviare la fattura elettronica al Sistema di Interscambio il giorno stesso dell'operazione, ad esempio il 26 marzo 2025. In tal modo si avrà:
Oppure, puoi generare la fattura elettronica il giorno dell'operazione (26 marzo 2025) ma inviarla a SdI entro i 12 giorni successivi, avendo così:
Puoi anche creare e inviare la fattura al Sistema di Interscambio in uno dei giorni compresi tra il 26 marzo e il 7 aprile; in questo caso le date saranno come nell'ultimo caso descritto.
La data da indicare nella fattura differita
Per quanto riguarda la data da indicare nella fattura differita, invece, secondo la circolare 14/E/2019 dell'Agenzia delle Entrate è consentito riportare come data del documento quella dell'ultima operazione effettuata. Questa modalità poteva tuttavia generare incongruenze nella sequenza numerica delle fatture. Ad esempio, si poteva verificare il caso in cui la fattura n. 25 fosse riferita all'ultima consegna del 30 luglio, mentre la n. 26 avesse come ultima consegna una data precedente, ad esempio il 23 luglio. Per risolvere questa criticità, l'Agenzia ha successivamente chiarito che nella fattura differita, oltre agli altri dati che servono per la fattura elettronica, è necessario riportare la data di almeno una delle operazioni eseguite, preferibilmente quella più recente del mese. In alternativa, è accettabile indicare convenzionalmente la data di fine mese, a rappresentare il momento in cui l'operazione è stata considerata effettuata.
I contenuti di questo articolo hanno uno scopo puramente informativo e formativo e non devono essere intesi come consulenza legale o fiscale. Stripe non garantisce l'accuratezza, la completezza, l'adeguatezza o l'attualità delle informazioni contenute nell'articolo. Per assistenza sulla tua situazione specifica, rivolgiti a un avvocato o a un commercialista competente e abilitato all'esercizio della professione nella tua giurisdizione.