Introduzione all'IVA e allo sportello unico (OSS) per l'IVA in UE

Introduzione

Tutte le aziende che vendono beni e servizi a clienti europei sono tenute a riscuotere l’IVA (imposta sul valore aggiunto), anche se non sono costituite in Europa. Siccome ciascun paese europeo applica aliquote IVA e regole fiscali diverse, essere conformi può essere piuttosto complicato. La Commissione europea ha tentato di semplificare le procedure di riscossione e pagamento dell’IVA, senza riuscire però a sollevare del tutto le aziende dalla complessità correlata all’IVA. Ad esempio, se la tua azienda vende a un’altra azienda in UE (e non direttamente a un cliente), probabilmente non sarai tenuto a riscuotere l’IVA. Tutto dipende da dove sono situate le due aziende. In più, per tutte le vendite in relazione alle quali occorre riscuotere l’IVA, lo Stato richiede la raccolta di ulteriori dati per confermare l’indirizzo del cliente.

Questa guida è stata redatta per le aziende che vendono a clienti in UE e tratta le nozioni base relative all’IVA e allo sportello unico (OSS) per l’IVA. Scoprirai dove e come procedere alla registrazione per la riscossione dell’IVA, come calcolare e riscuotere l’IVA e come effettuare la dichiarazione IVA. Scoprirai anche cosa può fare Stripe Tax per aiutarti a mantenere la piena conformità.

Per ulteriori informazioni relative alle imposte sulle vendite a clienti statunitensi, consulta la nostra guida all’imposta sulle vendite negli Stati Uniti e al nesso economico (economic nexus).

Introduzione all’IVA in UE

L’IVA è un’imposta sui consumi che si applica a tutti i prodotti o servizi digitali e fisici venduti in UE. Viene addebitata ogni volta che viene aggiunto valore al prodotto lungo la catena di approvvigionamento, dalla produzione al punto vendita.

Ecco un esempio di come funziona l’IVA nella vita reale:

Un gioielliere vende una collana a un rivenditore di e-commerce di fascia alta a 1.000 € applicando un’aliquota IVA del 22%. Il rivenditore paga 220 € di IVA al gioielliere, oltre al costo della collana. A questo punto il rivenditore aggiunge un sovrapprezzo alla collana e la mette online a 1.500 €. Al completamento della transazione online, il cliente paga un altro 22% di IVA, ovvero 330 € che vengono riscossi dal rivenditore. Al termine della transazione finale, il rivenditore finisce per recuperare l’IVA che aveva precedentemente pagato al gioielliere. In sede di dichiarazione fiscale, dovrà pagare solo 110 € (ovvero 330 € meno l’IVA del gioielliere che ammontava a 220 €).

IVA su una collana Questa immagine mostra a che punto viene aggiunta l’IVA al costo della collana.

L’importanza di rispettare la legislazione sull’IVA

Tutte le aziende che vendono beni fisici o digitali in UE, compresi i venditori extra UE, devono riscuotere l’IVA in base alle leggi e ai regolamenti in vigore a livello locale. Una registrazione tardiva o una mancata registrazione possono portare a sanzioni e multe ingenti, oltre a un aumento dell’interesse composto. Ad esempio, in Austria, a un’azienda possono essere comminate sanzioni fino a 5.000 € qualora decida intenzionalmente di non procedere alla registrazione ai fini IVA, anche se detta azienda non è tenuta a pagarla.

Come rispettare gli obblighi fiscali in materia di IVA in UE

Le regole in materia di IVA applicate in Europa dipendono da dove ci si trova, cosa si vende, dov’è domiciliato il cliente e se il cliente è una persona fisica o giuridica. Anche se le normative differiscono da una nazione all’altra, i seguenti punti devono essere rispettati da chiunque venda in UE.

1. Registrazione per l’IVA e lo sportello unico (OSS) per l’IVA

Registrazione per l’IVA locale

In UE, la soglia per registrarsi e riscuotere l’IVA dipende dal paese in cui è situata l’azienda.

Le aziende nei Paesi Bassi sono tenute a procedere alla registrazione e alla riscossione dell’IVA al raggiungimento dell’importo di 20.000 € di ricavi annui. Le aziende in Irlanda, invece, hanno due diverse soglie dell’IVA: 75.000 € per le imprese locali che vendono beni e 37.500 € per le imprese locali che vendono servizi. Queste soglie di registrazione locali si applicano esclusivamente alle aziende nazionali. Le aziende situate fuori dall’Europa o che vendono oltre i confini all’interno dell’Europa sono tenute a registrarsi prima della prima vendita.

Esiste un’eccezione per le aziende dell’Unione costituite in un paese dell’UE e che vendono beni fisici e prodotti digitali a soggetti privati in altri paesi dell’UE. In queste vendite B2C, le aziende devono riscuotere l’IVA applicando l’aliquota vigente nel loro paese di residenza, e non in quello del cliente. Nel momento in cui le vendite B2C superano la somma di 10.000 €, devono applicare l’aliquota del paese di residenza del cliente. Non esistono eccezioni simili per le aziende extra UE che vendono a privati in UE.

Quando si effettua la registrazione ai fini dell’IVA, si riceve un numero di partita IVA. Questo numero è costituito da 4-15 caratteri, inizia con il codice paese a due caratteri (ad esempio, BE per il Belgio o CY per Cipro) ed è seguito da altri 2-13 caratteri. Le aziende devono indicare il loro numero di partita IVA sulle fatture di vendita che emettono, oltre a registrare la partita IVA del cliente quando vendono ad altre aziende registrate ai fini IVA.

Registrazione per lo sportello unico (OSS) per l’IVA per le aziende europee (regime UE)

Le aziende europee che vendono a privati (ad esempio, le vendite B2C) in più paesi dell’UE possono registrarsi al regime UE dello sportello unico (OSS) per l’IVA. Questo programma è stato creato per semplificare il processo di riscossione e pagamento dell’IVA tra i vari paesi dell’UE.

Chi si registra allo sportello unico non è tenuto a registrarsi in ogni paese dell’UE in cui vende beni o servizi da remoto. Se sei domiciliato in un paese dell’UE, puoi effettuare la registrazione usando il portale OSS del tuo paese di origine. Verserai tutta l’IVA che hai riscosso all’autorità fiscale locale, la quale poi distribuirà questa somma agli altri paesi dell’UE per tuo conto. In altre parole, se vendi in UE, invece di effettuare registrazioni e dichiarazioni in 27 paesi, puoi registrarti all’OSS IVA di un paese e fare un’unica dichiarazione.

Registrazione allo sportello unico (OSS) per l’IVA per le aziende extraeuropee (regime non UE)

Tutte le aziende non UE (comprese quelle britanniche dopo la Brexit) che vendono prodotti digitali a privati in UE possono registrarsi al regime non UE dello sportello unico (OSS) per l’IVA. Queste aziende possono scegliere un qualsiasi paese europeo per effettuare la registrazione allo sportello unico. In genere le aziende non UE si registrano nei paesi in cui risiede la maggioranza dei loro clienti, oppure scelgono di registrarsi nel paese che ha il portale più facile da usare. Quando un’azienda extraeuropea si registra allo sportello unico, riceve una partita IVA univoca che inizia con “EU”.

2. Calcolo dell’IVA

Per calcolare l’IVA su una transazione, occorre sapere tre cose: qual è lo stato del cliente (persona fisica o giuridica), l’IVA di quale paese si deve riscuotere e qual è l’aliquota IVA corretta.

Come capire se il cliente è un’azienda (B2B) o un privato (B2C)

Prima di calcolare l’IVA occorre capire se il cliente è un’azienda o un privato. Questo passaggio è molto importante perché permette di determinare se applicare o meno l’IVA.

Se il cliente ha fornito un numero di partita IVA valido, lo si può considerare un’azienda. Per verificare la validità della partita IVA, accedi al portale del [sistema elettronico di scambio di dati sull’IVA (VIES)] (http://ec.europa.eu/taxation_customs/vies/). Questo tipo di controllo sul numero di partita IVA va fatto per evitare frodi fiscali.

Se sei un’azienda europea e vendi a un’azienda che si trova in un altro paese dell’UE, spesso ti troverai a non dover applicare l’IVA. Per queste vendite B2B, o si applica il metodo dell’inversione contabile (nel qual caso l’acquirente versa l’IVA direttamente allo Stato e non attraverso di te) oppure puoi usufruire di un’aliquota zero (nel qual caso non dovrai versare l’IVA).

Servizi fisici e digitali nell'UE Questo grafico spiega come fa un’azienda dell’UE a determinare l’aliquota IVA corretta da applicare ai beni fisici e ai servizi digitali venduti nell’UE.

Determinazione di quale paese debba riscuotere l’IVA

In caso di rapporti transfrontalieri, è importante capire quale paese debba riscuotere l’IVA relativa a una determinata transazione. Le regole per stabilire quale paese debba riscuotere le tasse sono molto complesse e dipendono da più fattori, come ad esempio il tipo di servizio, il profilo del cliente, il paese da cui vengono spediti i prodotti e quello di destinazione e così via.

Determinazione dell’aliquota IVA

Le aliquote IVA variano a seconda del paese UE. L’UE ha stabilito un’aliquota IVA minima standard pari al 15% per i suoi 27 paesi membri. Le aliquote effettivamente applicate nei vari paesi vanno dal 17% al 27%. La Svizzera non fa parte dell’UE e ha un’aliquota IVA standard del 7,7%, molto più bassa di quella dei paesi vicini.

IVA nei paesi dell'UE Differenze tra i vari paesi europei in termini di aliquota IVA.

Anche se ogni paese stabilisce un’aliquota IVA standard, molti di loro applicano anche delle aliquote ridotte e delle esenzioni in base al tipo di prodotto o servizio venduto. Data la varietà di aliquote IVA esistenti, è importante saper classificare i prodotti che si vendono in base alle leggi locali.

Aliquote IVA sui prodotti digitali

Secondo la Commissione europea, i prodotti digitali sono considerati tali se soddisfano i seguenti criteri:

  • Non sono un prodotto fisico
  • L’esercente consegna il bene online
  • Il servizio prevede un’interazione umana minima
  • Il prodotto non può esistere senza tecnologia

E-book, giochi, musica, software, SaaS, hosting di siti web e molti altri prodotti e servizi rientrano in questa categoria. I prodotti digitali di solito sono soggetti all’aliquota IVA standard, ma è possibile trovare delle eccezioni. Ad esempio, per gli e-book, l’aliquota IVA è ridotta al 10% in Austria e al 4% in Spagna.

Aliquote IVA sui beni fisici

Le aliquote IVA applicate ai beni fisici possono essere verificate sul sito web della Commissione europea. Alcune transazioni sono idonee all’applicazione di aliquote zero, ridotte o speciali. In Irlanda, ad esempio, i pannolini per bambini e le candele di cera non decorate, oltre ad altri prodotti, sono esenti da imposte. In Croazia, alcuni prodotti alimentari beneficiano di una riduzione dell’IVA.

3. Raccolta di prove in merito alla posizione dell’acquirente

Dato che le aliquote fiscali variano molto in base a dove si trova l’acquirente, lo Stato richiede una documentazione che confermi il luogo in cui si trovava il cliente nel momento in cui ha acquistato il bene digitale. Di norma occorre conservare due prove a conferma dell’indirizzo del cliente per ogni vendita di prodotti digitali effettuata.

Questa documentazione extra limita la possibilità che persone fisiche o giuridiche commettano frodi fiscali, addebitando o versando un’aliquota errata. Dovrai quindi raccogliere e conservare due tra le informazioni indicate di seguito per confermare la residenza del cliente e l’addebito e il pagamento dell’aliquota fiscale corretta:

  • Luogo in cui si trova la banca
  • Indirizzo IP
  • Indirizzo di fatturazione
  • Paese che ha rilasciato la carta

Esiste un’eccezione: se vendi prodotti digitali per meno di 100.000 € all’anno, potrai richiedere una sola di queste informazioni sul cliente. Conformemente a quanto stabilito dalla legislazione dell’Unione europea, ricorda di conservare questa documentazione per dieci anni.

Se vendi ad altre aziende, dovrai emettere una fattura IVA anche se non applichi l’IVA. Le aziende che vendono sono tenute a conservare tutta questa documentazione, —che include a titolo di esempio le informazioni sull’azienda, il prezzo di vendita e l’aliquota IVA applicata, il nome e l’indirizzo dell’acquirente e il numero di partita IVA—, per il periodo di tempo specificato dalla legge locale.

4. Dichiarazione IVA

Per garantire la piena conformità è essenziale presentare la dichiarazione IVA entro i tempi stabiliti, anche se l’IVA non deve essere versata né rimborsata. Occorre dichiarare due tipi di IVA: l’importo addebitato ai clienti (IVA a debito) e l’importo dell’IVA che hai pagato ai fornitori (IVA a credito). Poi, dovrai dedurre l’IVA pagata da quella addebitata. Ad esempio, se tu fossi il rivenditore che ha venduto la collana acquistata dal gioielliere, potresti recuperare il 22% di IVA (220 €) che avevi pagato al gioielliere. In sede di dichiarazione ai fini fiscali, dovrai pagare solo la differenza tra l’IVA che ha pagato il cliente finale (330 €) e quella che avevi originariamente pagato tu (220 €), ovvero 110 €.

I moduli per le dichiarazioni e la frequenza con cui vanno presentati variano da paese a paese. Tale frequenza potrebbe dipendere anche dai ricavi da vendite annuali. Ad esempio, in Germania, le dichiarazioni normalmente si presentano a cadenza trimestrale, ma i venditori che realizzano ricavi da vendite per più di 7.500 € all’anno devono presentarle una volta al mese, mentre chi non raggiunge la somma di 1.000 € deve procedere una volta all’anno.

Se hai effettuato la registrazione per l’OSS, dovrai presentare una dichiarazione OSS trimestrale nel paese di registrazione. Questa dichiarazione deve essere presentata oltre alle eventuali dichiarazioni IVA nazionali. Nella dichiarazione OSS, dovrai indicare le vendite idonee all’OSS ai clienti in tutti i paesi dell’UE e i rispettivi importi IVA. Una volta che avrai versato tutta l’IVA nel paese in cui sei registrato per l’OSS IVA, la tua autorità fiscale locale ridistribuirà l’importo agli altri paesi per tuo conto.

Se non dichiari il corretto importo dell’IVA, potresti incorrere in sanzioni o interessi in ogni paese in cui avresti dovuto riscuotere e versare l’IVA. In Portogallo, ad esempio, una dichiarazione errata dell’IVA può comportare multe fino a 3.750 €. In Germania, una dichiarazione tardiva dell’IVA può comportare multe fino al 10% dell’importo dell’IVA, con un limite di 25.000 €.

I vantaggi di Stripe Tax

Stripe Tax riduce la complessità delle procedure di conformità fiscale per permetterti di concentrati sullo sviluppo della tua attività. Calcola e raccoglie in automatico l’imposta sulle vendite, l’IVA e la GST sia sui prodotti e servizi fisici che su quelli digitali in Europa (UE, Regno Unito, Norvegia e Svizzera), negli Stati Uniti, in Australia e in Nuova Zelanda. Stripe Tax è integrato in modalità nativa in Stripe per cui potrai iniziare a usarlo ancora più velocemente, senza integrazioni o plug-in di terze parti.

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