Triangolazioni UE ed extra-UE: come funziona la triangolazione IVA per le imprese italiane

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Ulteriori informazioni 
  1. Introduzione
  2. Definizione di triangolazione nel commercio e come funziona
    1. Che cos’è la triangolazione IVA e come funziona?
  3. Triangolazione IVA comunitaria
  4. Triangolazione IVA extra-UE
  5. Triangolazione IVA nazionale
  6. Normativa e conformità UE e italiana
    1. Come funziona la triangolazione IVA nel dropshipping?
  7. Impatto e best practice per le attività italiane
  8. Triangolazione IVA e fatturazione elettronica
  9. In che modo Stripe Tax può essere d’aiuto

La triangolazione commerciale è una delle operazioni più complesse nel commercio internazionale, ma anche una delle più utili se hai un'attività in Italia che esporta o acquista beni oltre confine. Si verifica quando, in una singola transazione, intervengono tre soggetti appartenenti a Paesi diversi e il bene viene spedito direttamente dal primo al terzo operatore, senza transitare per la sede dell'intermediario.

Capire come funziona una triangolazione IVA, sia intracomunitaria (UE) sia extra-UE, è fondamentale per applicare correttamente l'IVA e rispettare gli obblighi fiscali. In questo articolo scoprirai che cos'è la triangolazione, come funziona nelle operazioni UE ed extra-UE, quali norme la regolano, e vedrai anche esempi pratici e best practice per gestirla correttamente nella tua attività.

Contenuto dell'articolo

  • Definizione di triangolazione nel commercio e come funziona
  • Triangolazione IVA comunitaria
  • Triangolazione IVA extra-UE
  • Triangolazione IVA nazionale
  • Normativa e conformità UE e italiana
  • Impatto e best practice per le attività italiane
  • Triangolazione IVA e fattura elettronica
  • In che modo Stripe Tax può esserti d'aiuto

Definizione di triangolazione nel commercio e come funziona

La triangolazione, in ambito commerciale, si verifica quando in una singola operazione di vendita intervengono tre soggetti distinti, situati in Paesi diversi o nello stesso Stato, e la spedizione della merce avviene direttamente dal primo fornitore al cliente finale, senza passare dal magazzino dell'intermediario.

I protagonisti della triangolazione commerciale sono:

  • il primo cedente, che vende il bene;
  • il cessionario intermediario, che acquista dal primo e rivende a un terzo;
  • il destinatario finale, che riceve fisicamente la merce.

Il tratto distintivo della triangolazione è proprio il flusso diretto della merce, che impone di gestire con attenzione la documentazione di trasporto. La documentazione fondamentale in questo caso è composta dal Documento di trasporto e dal modulo CMR:

  • Il DDT (Documento di Trasporto) è il documento che accompagna i beni durante la consegna sul territorio nazionale o intracomunitario e serve a provare il passaggio di proprietà e il momento della spedizione.

  • Il CMR (Convention des Marchandises par Route) è la lettera di vettura internazionale che certifica la spedizione di merci su strada tra Paesi aderenti alla Convenzione di Ginevra del 1956. È essenziale per dimostrare la movimentazione fisica dei beni nelle triangolazioni UE o extra-UE.

Il significato di triangolazione varia a seconda del territorio interessato. Possiamo distinguere:

  • Triangolazione IVA comunitaria, se tre imprese stabilite in tre Paesi membri diversi dell'Unione europea partecipano alla stessa movimentazione fisica di beni
  • Triangolazione IVA extra-UE, se uno dei soggetti si trova fuori dall'Unione europea
  • Triangolazione IVA nazionale, se tutti i soggetti operano in Italia

Che cos’è la triangolazione IVA e come funziona?

Riassumendo, la triangolazione IVA è un’operazione in cui tre soggetti di Paesi diversi partecipano alla stessa vendita di beni. Il primo cedente vende all’intermediario, che rivende al cliente finale, ma la merce viene spedita direttamente dal primo al terzo. L’operazione può essere intra-UE o extra-UE e la prima cessione può beneficiare della non imponibilità IVA se sono rispettate le seguenti condizioni:

  • Tutti i soggetti devono essere registrati al VIES
  • Il trasferimento dei beni è supportato da documenti di trasporto (DDT e CMR)
  • L'impresa italiana presenta la comunicazione Intrastat relativa alla cessione intracomunitaria
  • L'operazione deve essere fatturata con il riferimento normativo corretto di non imponibilità (ad es. art. 41 D.L. 331/93)

Triangolazione IVA comunitaria

La triangolazione intracomunitaria si verifica quando tre soggetti stabiliti in tre diversi Stati membri dell'Unione europea effettuano una catena di cessioni con un'unica movimentazione fisica dei beni. La disciplina della triangolazione intracomunitaria deriva principalmente dall'articolo 141 della Direttiva 2006/112/CE del Consiglio (Direttiva IVA), recepita in Italia dall'articolo 8 del DPR 633 del 1972.

Vediamo di seguito un esempio di triangolazione IVA

Un'impresa italiana (A) vende a un cliente in Germania (B), che a sua volta rivende la merce a un'impresa in Francia (C). La merce parte direttamente dall'Italia e arriva in Francia, su incarico del soggetto intermedio tedesco.

In questa triangolazione UE:

  • la cessione A → B è non imponibile IVA in Italia (art. 41 D.L. 331/93);
  • la cessione B → C è imponibile IVA in Francia, dove l'intermediario deve essere identificato ai fini IVA.

In alcuni casi, è l’intermediario a organizzare il trasporto della merce. Nell’esempio precedente, l’impresa tedesca B incarica un vettore di ritirare i beni presso l’azienda italiana A e di consegnarli direttamente al cliente finale francese C. Quando è l’intermediario a gestire la spedizione in questo modo, si parla di triangolazione comunitaria con trasporto a cura del cessionario. Questo tipo di operazione è riconosciuto dalla normativa italiana (art. 41 D.L. 331/93) e permette al primo cedente di emettere fattura non imponibile IVA, purché il trasferimento dei beni sia provato da documentazione idonea, come il CMR o il DDT firmato dal vettore.

Perché l'operazione sia riconosciuta come triangolazione IVA comunitaria, devono essere rispettate alcune condizioni:

  • Tutti i soggetti devono essere registrati al [VIES](https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/istanze/inclusione-archivio-vies/scheda-info-partite-iva_intra#:~:text=Per%20poter%20effettuare%20operazioni%20intracomunitarie,(VAT%20information%20exchange%20system) (sistema di verifica delle partite IVA comunitarie).
  • La spedizione in triangolazione deve essere documentata da DDT o CMR triangolazione firmato dal vettore.
  • La fattura elettronica del primo cedente deve riportare il riferimento normativo che giustifica la non imponibilità IVA.
  • Le imprese italiane devono anche provvedere alla comunicazione Intrastat relativa alla cessione intracomunitaria.

Triangolazione IVA extra-UE

La triangolazione IVA extra UE si verifica quando uno dei tre soggetti si trova al di fuori dell'Unione europea, ad esempio negli Stati Uniti, in Svizzera o nel Regno Unito. In questo caso, la movimentazione dei beni è considerata esportazione o importazione, a seconda del flusso.

Vediamo di seguito un esempio:

Un'impresa italiana (A) vende a un intermediario in Germania (B), che rivende la merce a un cliente americano (C). La merce parte direttamente dall'Italia verso gli Stati Uniti.

  • La prima cessione (A → B) è una triangolazione all'esportazione, non imponibile IVA in Italia ai sensi dell'art. 8 del DPR 633/72.
  • L'intermediario tedesco effettua una vendita extra-UE al cliente americano (B → C), soggetta alle regole doganali del Paese di destinazione.

Anche in questo caso la documentazione di trasporto è fondamentale: la bolla doganale di esportazione e il CMR rappresentano la prova che i beni hanno lasciato fisicamente il territorio dell'Unione.

Triangolazione IVA nazionale

La triangolazione IVA nazionale avviene quando tutti i soggetti hanno una stabile organizzazione in Italia, ma la spedizione della merce avviene direttamente dal primo fornitore al cliente finale, su incarico dell'intermediario. Anche se non coinvolge altri Stati, la logica commerciale è la stessa: l'intermediario non entra in possesso fisico della merce, ma gestisce solo la compravendita.

In questo caso:

  • il primo fornitore emette fattura imponibile IVA verso l'intermediario, con indicazione che la spedizione è in triangolazione;
  • l'intermediario emette fattura IVA ordinaria verso il cliente finale;
  • il DDT deve riportare chiaramente che la consegna avviene su incarico dell'intermediario, specificando il numero delle fatture collegate.

Pur non essendoci agevolazioni IVA come nelle triangolazioni comunitarie o extra-UE, la corretta gestione documentale resta indispensabile per dimostrare la coerenza tra fatturazione e movimentazione dei beni, evitando contestazioni in caso di controlli fiscali.

Tabella riassuntiva dei tipi di triangolazione IVA

Tipo di triangolazione

Paesi coinvolti

Natura dell'operazione

Documento principale

Regole ordinarie IVA

Riferimento normativo

Triangolazione IVA comunitaria (intra-UE)

Tutti in UE, tre Stati membri diversi (es. Italia, Germania, Francia)

Cessione interna

DDT o CMR

Non imponibile IVA (prima cessione)

Art. 41 D.L. 331/1993

Triangolazione IVA extra-UE

Uno dei soggetti è fuori UE (es. Italia, Germania, USA)

Esportazione o importazione

Bolla doganale, CMR

Non imponibile IVA (art. 8)

Art. 8 DPR 633/1972

Triangolazione IVA nazionale

Tutti i soggetti in Italia

Cessione interna

DDT

Imponibile IVA

Regole ordinarie IVA

Normativa e conformità UE e italiana

Le triangolazioni IVA sono regolate da una combinazione di normativa comunitaria e nazionale. Come già accennato, a livello europeo la base giuridica è la Direttiva 2006/112/CE, che stabilisce i principi generali di territorialità e non imponibilità per le operazioni intracomunitarie. In Italia, i riferimenti principali sono:

  • DPR 633/72, articoli 8, 38 e 41;
  • D.L. 331/1993, che disciplina gli scambi intracomunitari;
  • Circolare del 23/02/1994 n. 13 del Ministero delle Finanze, che indica precisazioni in merito alle nuove disposizioni in materia di IVA, contenute nel D.L. 30 agosto 1993, n. 331 (che regolano i rapporti tra Stati membri) e alle modifiche al DPR 633 del 1972 relativamente alla territorialità, alle cessioni all'esportazione e alle importazioni.
  • Provvedimenti dell'Agenzia delle Entrate e circolari interpretative (come la circolare 37/E/2011).

Per essere conforme, una triangolazione IVA comunitaria deve rispettare tre condizioni fondamentali:

  • Identificazione IVA valida per tutti i soggetti coinvolti (numero VIES attivo)
  • Prova del trasporto intracomunitario, mediante documentazione come CMR o DDT
  • Corretta emissione e registrazione delle fatture, che devono riportare il riferimento normativo di non imponibilità

Nel caso della triangolazione extra-UE, la conformità dipende anche dagli adempimenti doganali. La triangolazione all'esportazione richiede la prova dell'uscita fisica dei beni dal territorio dell'UE, generalmente documentata attraverso la bolla doganale di esportazione.

Come funziona la triangolazione IVA nel dropshipping?

Per chi opera nel settore e-commerce, un'ulteriore complicazione riguarda la triangolazione IVA nel dropshipping. Il dropshipping, o vendita online per conto terzi, è un modello di vendita online in cui il venditore non gestisce fisicamente il magazzino: quando riceve un ordine, lo trasmette al fornitore (spesso situato in un altro Paese), che spedisce il prodotto direttamente al cliente finale.

Quando l'operazione di dropshipping viene eseguita tra soggetti residenti in Stati diversi, può configurarsi come una vera e propria triangolazione IVA, poiché il bene viaggia direttamente dal fornitore al consumatore senza passare dal venditore intermedio. In questi casi, la corretta qualificazione dell'operazione, intra-UE o extra-UE, è essenziale per determinare se l'IVA debba essere applicata nel Paese di origine, nel Paese di destinazione o se l'operazione rientri tra le cessioni non imponibili.

Impatto e best practice per le attività italiane

Le triangolazioni IVA offrono vantaggi significativi in termini di flessibilità commerciale, ma comportano anche rischi fiscali se gestite in modo improprio. Un errore nella fatturazione o nella documentazione del trasporto potrebbe portare l'Agenzia delle Entrate a disconoscere l'operazione come non imponibile, con conseguente recupero dell'IVA e sanzioni.

Ecco alcune best practice da seguire:

  • Verifica sempre le partite IVA comunitarie dei tuoi partner commerciali sul portale VIES prima di emettere fattura.
  • Conserva i documenti di trasporto (DDT, CMR, bolle doganali) come prova della spedizione in triangolazione.
  • Indica correttamente nella fattura elettronica il riferimento normativo di non imponibilità: ad esempio, l'art. 41 D.L. 331/93 per la triangolazione UE o l'art. 8 DPR 633/72 per la triangolazione extra-UE.
  • ● Gestisci in modo trasparente la triangolazione con i fornitori esteri, chiarendo chi effettua materialmente la spedizione.
  • Se operi nel commercio elettronico, attenzione alle triangolazioni dropshipping: anche se non gestisci la logistica, potresti avere obblighi IVA nel Paese di destinazione.

Triangolazione IVA e fatturazione elettronica

Dal 2019, la fatturazione elettronica è diventata obbligatoria per le operazioni tra soggetti stabiliti in Italia, e dal 1° luglio 2022 anche per le operazioni verso soggetti esteri, in sostituzione del vecchio esterometro. Oggi, quindi, anche le operazioni di triangolazione IVA che coinvolgono controparti estere devono essere trasmesse allo SDI (Sistema di Interscambio), utilizzando il formato elettronico XML e i codici natura IVA corretti.

Gestire una triangolazione con fattura elettronica significa compilare correttamente:

  • i campi IVA, indicando la natura dell'operazione:
    • N3.2 per le cessioni non imponibili intra-UE (art. 41 D.L. 331/93)
    • N3.1 per le esportazioni (art. 8 DPR 633/72)
  • la descrizione della transazione, specificando che la spedizione è in triangolazione e, se possibile, chi è il soggetto incaricato del trasporto;
  • i dati identificativi esteri del cliente o del fornitore, anche se non iscritti al VIES.

Nelle triangolazioni extra UE, la bolla doganale di esportazione costituisce la principale prova della non imponibilità, e deve essere conservata insieme alla fattura elettronica per eventuali controlli. Nelle triangolazioni intra-UE, invece, è essenziale conservare il modulo CMR o il DDT che provano l'avvenuta consegna dei beni in un altro Stato membro.

La digitalizzazione della fatturazione ha semplificato la gestione delle triangolazioni commerciali, consentendo una maggiore tracciabilità dei flussi e riducendo gli errori formali. Tuttavia, richiede un aggiornamento costante dei sistemi contabili e dei software gestionali, che devono essere in grado di gestire le fatture elettroniche e, in particolare, di:

  • verificare la validità delle partite IVA comunitarie (VIES);
  • compilare automaticamente i campi XML con i corretti codici natura IVA;
  • trasmettere i dati allo SDI entro i termini previsti (entro 12 giorni dall'emissione della fattura o, per le ricevute da soggetti esteri, entro il 15° giorno del mese successivo).

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I contenuti di questo articolo hanno uno scopo puramente informativo e formativo e non devono essere intesi come consulenza legale o fiscale. Stripe non garantisce l'accuratezza, la completezza, l'adeguatezza o l'attualità delle informazioni contenute nell'articolo. Per assistenza sulla tua situazione specifica, rivolgiti a un avvocato o a un commercialista competente e abilitato all'esercizio della professione nella tua giurisdizione.

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