Regime forfettario in Italia: che cos'è e come funziona

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Ulteriori informazioni 
  1. Introduzione
  2. Che cosè il regime forfettario?
  3. Regime forfettario: come funziona
    1. Agevolazione fiscale
    2. Esonero dallapplicazione dellIVA
    3. Contributi previdenziali nel regime forfettario
    4. Esempio di calcolo della base imponibile nel regime forfettario
  4. Requisiti per accedere al regime forfettario
    1. Requisito soggettivo
    2. Requisiti oggettivi
  5. Cause di esclusione dal regime forfettario
  6. Vantaggi del regime forfettario
  7. Come aprire la partita Iva in regime forfettario

Se hai deciso di aprire una partita Iva in Italia, ci sono diversi elementi da prendere in considerazione. Il primo è sicuramente il tipo di regime fiscale da scegliere per esercitare la tua attività. In Italia i regimi a cui è possibile aderire sono: ordinario, semplificato e forfettario (anche se, per chi è diventato titolare di partita Iva entro il 2015 e risponde a specifici requisiti, è ancora attivo il cosiddetto regime dei minimi). In questo articolo scoprirai cos'è il regime forfettario, quali sono i requisiti per accedervi e quali vantaggi può comportare per la tua attività.

Contenuti dell'articolo

  • Che cos'è il regime forfettario
  • Regime forfettario: come funziona
  • Requisiti per accedere al regime forfettario
  • Cause di esclusione dal regime forfettario
  • Vantaggi del regime forfettario
  • Come aprire la partita Iva in regime forfettario

Che cos'è il regime forfettario?

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato destinato alle persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni. È stato introdotto con la legge n. 190/2014 ed è entrato in vigore il 1° gennaio 2015, abrogando tutti i regimi agevolati che esistevano in precedenza:

  • Il regime delle nuove attività produttive
  • Il regime fiscale di vantaggio, in vigore dal 1° gennaio 2012, che aveva assorbito il regime dei contribuenti minimi
  • Il regime contabile agevolato (ex-minimi)

Il regime forfettario è nato con l'obiettivo di ridurre il carico fiscale e amministrativo per gli operatori che hanno guadagni limitati. Prevede un'aliquota fissa da pagare in base ai guadagni e una gestione contabile semplificata. Ma vediamo nel dettaglio in che cosa consiste.

Regime forfettario: come funziona

Agevolazione fiscale

La caratteristica principale del regime forfettario è l'applicazione di un'imposta sostitutiva (dell'Irpef, delle addizionali regionale e comunale e dell'Irap) con aliquota fissa del 15%, che scende al 5% per i primi cinque anni di attività nel caso in cui:

  • il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti, attività artistica, professionale o d'impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l'attività da intraprendere non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (escluso il caso del periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni);
  • qualora venga proseguita un'attività svolta in precedenza da un altro soggetto, l'ammontare dei relativi ricavi e compensi realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento del beneficio non superi il limite che consente l'accesso al regime.

Esonero dall'applicazione dell'IVA

Coloro che aderiscono al regime forfettario sono esonerati dall'applicazione dell'Iva in fattura ai propri clienti. Basta aggiungere in fattura la dicitura "Operazione non soggetta a IVA ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 e succ. modifiche/integrazioni".

Contributi previdenziali nel regime forfettario

Oltre alle imposte, chi esercita un'attività in regime forfettario (come in qualsiasi altro regime) deve pagare i contributi previdenziali. Per quanto riguarda il pagamento dei contributi nel regime forfettario, occorre distinguere tra tre categorie di attività:

  • Gli iscritti alla gestione separata INPS
    La gestione separata INPS riguarda i lavoratori autonomi che non fanno parte di specifiche categorie professionali, ad esempio i liberi professionisti senza iscrizione a un ordine o il cui ordine non ha una cassa privata. In questo caso il contribuente deve iscriversi alla gestione separata INPS che prevede una percentuale di contribuzione pari al 26,23% (al 2023): si tratta quindi di una percentuale fissa da applicare al reddito imponibile.

  • Gli artigiani o commercianti
    Gli esercenti di questa categoria sono tenuti a versare i contributi fissi, che non dipendono dal fatturato e ammontano a 4.208,40 € per gli artigiani e 4.292,42 € per i commercianti (al 2023), e i contributi variabili: se il reddito imponibile supera i 17.504 € è necessario pagare sulla parte eccedente il 24% per gli artigiani e il 24,48% per i commercianti. Tuttavia, gli appartenenti a questa categoria possono usufruire di una riduzione del 35% della contribuzione previdenziale dovuta all'INPS, confermata anche per il 2024. La riduzione non scatta automaticamente, ma occorre presentare apposita domanda all'INPS. Non è necessario presentare la domanda di riduzione contributiva ogni anno ma solo per la prima annualità. Da quel momento, l'agevolazione contributiva proseguirà nel tempo sino al mantenimento delle condizioni.

  • Gli iscritti a un ordine professionale
    I contribuenti forfettari che appartengono a un determinato ordine professionale pagano i contributi in base al regolamento della cassa previdenziale di riferimento.

Esempio di calcolo della base imponibile nel regime forfettario

Per calcolare la base imponibile nel regime forfettario, non è possibile detrarre le singole spese professionali, ma la deduzione delle spese è fissa e stabilita dalla normativa a seconda del tipo di attività svolta (e quindi a seconda del proprio codice ATECO). Ad ogni codice ATECO corrisponde un determinato coefficiente di redditività, elencato nella tabella dell'Agenzia delle Entrate. Ecco quali sono i principali:

Una volta individuato il coefficiente corrispondente al tuo codice ATECO, occorre calcolare i
ricavi per l'anno di riferimento in base al principio di cassa. Ciò significa che devono essere considerati solo i ricavi e i compensi effettivamente incassati nel periodo d'imposta. Ad esempio, il pagamento di una fattura emessa a fine 2023 ma effettivamente incassato a inizio 2024 andrà conteggiato tra i ricavi del 2024.

Esempio:

Ricavi lordi: 40.000 €

Coefficiente di redditività: 78%

Reddito imponibile = (78% * 40.000) = 31.200 €

Infine, è importante ricordare che dal 1° gennaio 2024 è obbligatoria la fatturazione elettronica anche per chi aderisce al regime forfettario. Puoi visualizzare qui un facsimile di fattura per il regime forfettario. Ricordati di consultare il tuo commercialista per assicurarti della piena conformità.

Requisiti per accedere al regime forfettario

Per poter accedere al regime forfettario occorre rispettare un requisito soggettivo e due requisiti oggettivi.

Requisito soggettivo

Occorre essere una persona fisica esercente un'attività d'impresa, di arte o professione (incluse le imprese familiari) purché in possesso dei requisiti stabiliti. Non possono adottare il regime forfettario le società, sia di persone che di capitali, nonché le cooperative e le associazioni.

Requisiti oggettivi

I requisiti oggettivi per l'accesso al regime forfettario sono i seguenti:

  • Limite di fatturato annuo di 85.000 € (il precedente limite di 65.000 € è stato innalzato dalla legge di bilancio 2023). Per verificare l'eventuale superamento del limite bisogna considerare il regime contabile applicato nell'anno di riferimento. In caso di esercizio contemporaneo di più attività corrispondenti a diversi codici ATECO occorre sommare i ricavi/compensi relativi alle diverse attività esercitate. Se hai aperto una nuova attività, il limite di 85.000 € va ridotto in proporzione ai mesi di operatività. Ciò significa che dovrai dividere 85.000 per 365 (i giorni di un anno completo) e moltiplicare il risultato per i giorni di attività effettiva. Supponendo che tu abbia avviato la tua nuova attività il 1° novembre 2024, il limite di compensi da rispettare nel 2024 sarà di 14.205 €, ovvero (85.000/365)*61.
    Se superi il limite di 85.000 €, ma non vai oltre i 100.000 €, rimani comunque nel regime forfettario nell'anno corrente, quindi basta versare l'imposta sostitutiva prevista e puoi continuare a godere delle semplificazioni e agevolazioni. L'anno successivo, invece, non potrai aderire al regime forfettario, ma dovrai adottare il regime ordinario. Se superi la soglia dei 100.000 €, invece, l'uscita dal regime forfettario è immediata e dovrai iniziare ad applicare l'imposta sul valore aggiunto (IVA) a partire dalle fatture successive.

  • Limite di spesa per personale dipendente o per lavoro accessorio non superiore a 20.000 € lordi annui. La soglia include compensi per dipendenti, collaboratori, utili di partecipazione per associati con apporto di solo lavoro.

Cause di esclusione dal regime forfettario

Oltre a verificare di rispettare i requisiti per accedere al regime forfettario, devi anche accertarti di non rientrare in alcuni casi specifici, pena l'esclusione dalle agevolazioni di questo regime. A differenza di quanto accade per i requisiti di accesso o permanenza nel regime forfettario, per i quali è necessario fare riferimento all'anno precedente a quello in cui si intende applicare il regime di favore, le cause di esclusione si applicano con riferimento allo stesso anno di applicazione del regime, ad eccezione di quella di cui alla lettera d-bis del comma 57.

Secondo le cause di esclusione, non possono accedere al regime forfettario:

Le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfettari di determinazione del reddito.

  • I soggetti non residenti in Italia. L'unica eccezione è per coloro che risiedono in uno degli Stati membri dell'Unione europea o in uno Stato aderente all'Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente realizzato.

  • I soggetti che si occupano, in via esclusiva o prevalente, di cessioni di fabbricati o loro porzioni, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi.

  • Gli esercenti attività d'impresa, arti o professioni che, contemporaneamente all'esercizio di tale attività, partecipano a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari, ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d'impresa, arti o professioni.

  • Le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d'imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a tali datori di lavoro, ad esclusione dei soggetti che iniziano una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni.

  • Coloro che nell'anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati di importo superiore a 30.000 €. Ove tale limite sia stato superato, si potrà comunque permanere nel regime se, nell'anno precedente, il rapporto lavorativo è cessato e non risultano instaurati nuovi rapporti, oppure percepiti redditi di pensione.

Vantaggi del regime forfettario

I principali vantaggi del regime forfettario possono essere riassunti come segue:

  • La percentuale di tassazione è agevolata: si paga un'aliquota fiscale fissa del 15%, oppure del 5% per 5 anni in caso di avvio di una nuova attività.

  • Non si applica l'IVA sulla vendita di prodotti e servizi. Questo costituisce un vantaggio competitivo per le attività B2C aderenti al regime forfettario, in quanto potranno vendere a un prezzo più conveniente rispetto ai concorrenti.

  • Non è obbligatorio tenere registri contabili, come avviene invece per il regime ordinario.

  • Si può richiedere la riduzione INPS del 35% per artigiani e commercianti che aderiscono al regime forfettario.

  • Le spese vengono determinate su base forfettaria. Questo potrebbe essere conveniente per le attività che sostengono pochi costi, come i professionisti.

  • I costi per la tenuta della contabilità sono minori. Le attività possono così allocare le risorse risparmiate alle iniziative finalizzate alla crescita del business.

  • Si è esclusi dall'applicazione degli ISA (indici sintetici di affidabilità fiscale), alleggerendo così gli adempimenti amministrativi e tributari per i contribuenti.

Come aprire la partita Iva in regime forfettario

Ecco i passaggi principali per aprire la partita Iva in regime forfettario:

  • Il primo passo per aprire la partita Iva in regime forfettario è individuare il codice ATECO dell'attività esercitata, in base alla classificazione delle attività economiche (consulta l'elenco completo dei codici ATECO).
  • Dopodiché è necessario compilare il modulo AA9/12 per l'apertura della partita IVA disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate, indicando la scelta del regime forfettario.
  • Occorre poi inviare il modello: è possibile farlo in via telematica sempre dal sito dell'Agenzia delle Entrate o, in alternativa, puoi recarti personalmente in uno degli uffici preposti.
  • Dopo aver inviato la richiesta, dovrai attendere che ti venga assegnato il tuo numero di partita IVA, cioè un numero di 11 cifre che rappresenterà la tua partita IVA per tutta la durata della tua attività. Puoi anche incaricare un commercialista di fiducia di occuparsi dell'intera procedura di apertura della partita Iva in regime forfettario.

Se invece hai già aperto una partita IVA in regime ordinario o semplificato, ma possiedi i requisiti per usufruire del regime forfettario, il passaggio è ancora più semplice: non dovrai effettuare nessuna comunicazione, perché il regime forfettario è considerato un regime naturale e ti basterà quindi iniziare a tenere la contabilità ed emettere le fatture secondo le modalità previste per questo regime.

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