Operare con moneta elettronica in Italia: opportunità e requisiti per le imprese

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Ulteriori informazioni 
  1. Introduzione
  2. Che cos’è la moneta elettronica
    1. Quali sono i tipi di moneta elettronica?
  3. Uso della moneta elettronica in Italia: dati e trend
  4. Qual è la differenza tra moneta elettronica e moneta virtuale?
    1. Moneta elettronica
    2. Moneta virtuale
  5. Che cos’è un istituto di moneta elettronica (IMEL)
  6. Cosa si può fare con una licenza IMEL in Italia
  7. Quadro normativo italiano e dell’UE
  8. Quando conviene richiedere una licenza IMEL
  9. Come richiedere una licenza IMEL
    1. Quanto tempo ci vuole per ottenerne una
  10. Infrastruttura tecnologica necessaria per gli IMEL e come Stripe può esserti d’aiuto

La diffusione dei pagamenti digitali ha trasformato profondamente il modo in cui le imprese operano, gestiscono i flussi finanziari e offrono servizi ai clienti. In questo contesto, comprendere che cos'è la valuta digitale e come funziona la moneta elettronica in Italia è fondamentale per qualsiasi azienda che voglia innovare.

In questo articolo analizziamo che cos'è la moneta elettronica, le differenze tra moneta elettronica e moneta virtuale e il ruolo degli IMEL (Istituti di Moneta Elettronica). Vedremo cosa si può fare con una licenza IMEL in Italia, quando ha senso richiederla e come ottenerla, con un focus sul quadro normativo italiano ed europeo. Infine, vedremo quali strumenti e infrastrutture sono necessari per operare con moneta elettronica, così da supportarti nella scelta più adatta al tuo modello di business.

Contenuto dell'articolo

  • Che cos'è la moneta elettronica
  • Uso della moneta elettronica in Italia: dati e trend
  • Qual è la differenza tra moneta elettronica e moneta virtuale?
  • Che cos'è un istituto di moneta elettronica (IMEL)
  • Cosa si può fare con una licenza IMEL in Italia
  • Quadro normativo italiano e dell'UE
  • Quando conviene richiedere una licenza IMEL
  • Come richiedere una licenza IMEL
  • Infrastruttura tecnologica necessaria per gli IMEL e come Stripe può esserti d'aiuto

Che cos'è la moneta elettronica

La moneta elettronica è una forma di denaro digitale che puoi utilizzare tramite dispositivi come smartphone, tablet o computer per effettuare o ricevere pagamenti senza utilizzare contante.

Si tratta quindi di un'alternativa al denaro fisico: invece di banconote o monete, il valore è conservato in formato digitale e può essere utilizzato per acquistare beni e servizi, sia online sia nei negozi fisici. Un tipico esempio di moneta elettronica è il saldo disponibile su una carta prepagata o su un wallet digitale.

È importante sottolineare che la moneta elettronica in Italia non viene creata liberamente, ma è emessa da soggetti autorizzati, come banche e istituti di moneta elettronica (IMEL). Questi operatori trasformano il denaro tradizionale in formato digitale, permettendo alle imprese e ai consumatori di effettuare un pagamento con moneta elettronica in modo sicuro e regolamentato.

Quali sono i tipi di moneta elettronica?

Tra i principali tipi di moneta elettronica troviamo:

  • Carte prepagate (ricaricabili o usa e getta)

  • Wallet digitali (app su smartphone per pagamenti e trasferimenti)

  • Carte di pagamento (carte di credito o di debito utilizzate in formato digitale)

  • Conti di moneta elettronica offerti da IMEL, cioè conti digitali non bancari che permettono di conservare denaro in formato elettronico e di utilizzarlo per pagamenti, bonifici e acquisti online.

Tutti questi strumenti consentono di effettuare un pagamento con moneta elettronica senza utilizzare contante.

Uso della moneta elettronica in Italia: dati e trend

L'utilizzo della moneta elettronica in Italia è cresciuto in modo significativo negli ultimi anni, diventando sempre più centrale nelle abitudini di consumo. Secondo l'Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, nel 2025 in Italia i pagamenti digitali hanno raggiunto un transato complessivo pari a 518 miliardi di euro, in crescita del +7% rispetto al 2024. Questo conferma che il pagamento con moneta elettronica è ormai una componente strutturale dell'economia.

Dopo lo storico sorpasso sul contante registrato negli ultimi anni, il sistema dei pagamenti consolida la propria evoluzione: oggi il 45% dei consumi in Italia è regolato tramite strumenti di moneta elettronica, mentre banconote e monete si fermano al 38%. Anche i trasferimenti tramite bonifici e addebiti diretti in conto corrente continuano a crescere, arrivando a rappresentare il 17% del totale.

Questi dati evidenziano come la moneta elettronica in Italia non sia più soltanto un'alternativa al contante, ma la modalità prevalente con cui imprese e consumatori gestiscono i pagamenti. Per le aziende, questo significa adattarsi a un contesto in cui offrire soluzioni di pagamento con moneta elettronica è essenziale per restare competitivi e rispondere alle aspettative del mercato.

Qual è la differenza tra moneta elettronica e moneta virtuale?

Nel linguaggio comune, questi termini vengono spesso confusi, ma indicano strumenti molto diversi tra loro. Comprendere la differenza è fondamentale per scegliere soluzioni di pagamento sicure e conformi alla normativa. Vediamo di seguito le principali differenze.

Moneta elettronica

La moneta elettronica è uno strumento regolamentato, progettato per facilitare i pagamenti digitali in modo sicuro e tracciabile. Un tipico esempio è il saldo su carta prepagata o su wallet digitale. La moneta elettronica è ampiamente utilizzata da imprese e consumatori nelle operazioni quotidiane e ha le seguenti caratteristiche:

  • È una rappresentazione digitale di denaro tradizionale (ad esempio euro)

  • È emessa da soggetti autorizzati, come banche o IMEL

  • È regolamentata e vigilata dalle autorità (in Italia, dalla Banca d'Italia)

  • Rappresenta un credito nei confronti dell'emittente

  • È stabile nel valore, perché collegata a una valuta ufficiale

  • È utilizzata per effettuare pagamenti online e nei negozi fisici in modo

Moneta virtuale

La moneta virtuale rientra invece in una categoria più ampia di asset digitali, spesso caratterizzati da maggiore autonomia rispetto al sistema finanziario tradizionale e da un livello di regolamentazione variabile. Include, ad esempio, criptovalute o altri asset digitali. In pratica, la moneta virtuale:

  • È una forma di valore digitale non necessariamente collegata a una valuta ufficiale

  • Non è emessa da un'autorità centrale o da un soggetto autorizzato

  • Non sempre è soggetta a una regolamentazione completa

  • Non rappresenta un credito verso un emittente

  • Può avere un valore volatile e variabile nel tempo

In sintesi, la moneta elettronica è uno strumento regolamentato, pensato per i pagamenti quotidiani, mentre la moneta virtuale rientra in una categoria più ampia e meno standardizzata. Per un'impresa, questa distinzione è essenziale per operare in un contesto normativo chiaro e per offrire ai clienti metodi di pagamento affidabili.

Caratteristica

Moneta elettronica

Moneta virtuale

Emittente

Banche e IMEL autorizzati

Nessuna autorità centrale (es. criptovalute)

Regolamentazione

Sì (UE e Banca d'Italia)

Limitata o in evoluzione

Valore

Stabile (legato a valuta ufficiale)

Variabile e spesso volatile

Natura

Credito verso un emittente

Asset digitale indipendente

Utilizzo

Pagamenti quotidiani (online e offline)

Investimento o uso specifico

Esempi

Carte prepagate, wallet

Bitcoin, Ethereum

Che cos'è un istituto di moneta elettronica (IMEL)

Un IMEL (Istituto di Moneta Elettronica) è un intermediario finanziario autorizzato a emettere moneta elettronica e a fornire servizi di pagamento. In pratica, è un soggetto vigilato che può trasformare denaro tradizionale (come l'euro) in formato digitale e metterlo a disposizione degli utenti tramite strumenti come wallet, carte prepagate o conti di pagamento.

Un IMEL emette valore elettronico solo a fronte di fondi ricevuti: quando un cliente carica denaro su un'app o una carta, quell'importo viene convertito in moneta elettronica e può essere utilizzato per effettuare un pagamento con moneta elettronica.

Gli IMEL operano all'interno di un quadro normativo preciso e sono autorizzati dalla Banca d'Italia (o da altre autorità europee, se stabiliti in UE). Questo significa che devono rispettare requisiti rigorosi in termini di capitale, governance, sicurezza informatica e prevenzione del riciclaggio.

A differenza delle banche, gli IMEL non possono utilizzare i fondi dei clienti per attività di credito e devono invece garantirne la tutela, ad esempio mantenendoli separati dal proprio patrimonio, secondo gli obblighi di salvaguardia previsti dalla normativa

In sintesi, se ti chiedi chi può emettere moneta elettronica, la risposta è: solo soggetti autorizzati come banche e IMEL. Per le imprese, gli IMEL rappresentano l'infrastruttura che rende possibile offrire servizi di pagamento digitali in modo conforme, scalabile e sicuro all'interno del mercato della moneta elettronica in Italia.

Cosa si può fare con una licenza IMEL in Italia

Ottenere una licenza IMEL in Italia (nota anche come licenza di moneta elettronica) apre diverse opportunità per le imprese. Con una licenza, puoi:

  • emettere moneta elettronica (ad esempio wallet o carte prepagate);

  • offrire servizi di pagamento digitali;

  • gestire conti di pagamento per i clienti;

  • facilitare il pagamento con moneta elettronica in modo diretto.

Un esempio concreto di moneta elettronica è quello delle fintech che offrono app per pagamenti e gestione del denaro. In questo caso, la moneta elettronica in Italia diventa uno strumento strategico per costruire nuovi modelli di business.

Inoltre, la licenza consente di operare anche in altri Paesi dell'Unione europea grazie al cosiddetto "passaporto europeo", un meccanismo che permette di offrire servizi in tutta l'UE senza dover richiedere una nuova autorizzazione in ogni singolo Paese.

Quadro normativo italiano e dell'UE

La moneta elettronica in Italia è regolata principalmente dal Testo Unico Bancario (TUB) e dalle direttive europee, tra cui la PSD2 (Payment Services Directive 2) e la direttiva sulla moneta elettronica.

La normativa definisce chiaramente la definizione di moneta elettronica e stabilisce i requisiti per gli operatori. La Banca d'Italia è l'autorità competente per autorizzare e vigilare sugli IMEL.

Nel confronto tra moneta elettronica e moneta virtuale, emerge come la prima sia inserita in un quadro normativo preciso, mentre la seconda è oggetto di regolamentazione più recente (ad esempio con il regolamento MiCA a livello europeo).

Per le imprese, questo significa che operare con moneta elettronica in Italia richiede conformità a norme su:

Quando conviene richiedere una licenza IMEL

Non tutte le imprese devono diventare IMEL. Richiedere una licenza ha senso quando:

  • Vuoi controllare direttamente l'emissione di moneta elettronica

  • Offri servizi finanziari innovativi

  • Hai volumi di transazioni elevati

  • Vuoi creare un ecosistema proprietario di pagamenti

Ad esempio, una piattaforma marketplace potrebbe voler gestire internamente i flussi di pagamento tramite moneta elettronica in Italia. Tuttavia, è importante valutare i costi e la complessità. In molti casi, collaborare con un provider già autorizzato è più efficiente.

Come richiedere una licenza IMEL

Richiedere una licenza IMEL in Italia è un processo articolato che passa attraverso l'autorizzazione della Banca d'Italia. Non si tratta di una semplice procedura amministrativa, ma di una valutazione approfondita della solidità e dell'affidabilità del progetto imprenditoriale. Per avviare la richiesta, devi presentare un dossier completo che includa i seguenti elementi:

  • Un business plan dettagliato
  • La descrizione dei servizi che intendi offrire
  • La struttura organizzativa e la governance
  • I sistemi tecnologici e le infrastrutture IT
  • Le procedure di gestione dei rischi
  • Le policy in materia di antiriciclaggio (AML) e sicurezza dei pagamenti

È fondamentale dimostrare che l'azienda dispone di competenze adeguate, sia a livello manageriale sia operativo.

Un elemento centrale è anche il capitale iniziale, che deve essere adeguato al tipo di attività (in genere almeno 350.000 euro, come stabilito dall'art. 4 della direttiva 2009/110/CE), insieme alla capacità di garantire la tutela dei fondi dei clienti, che devono essere separati dal patrimonio dell'azienda.

Una volta presentata la domanda, la Banca d'Italia avvia un processo di valutazione che può includere richieste di integrazione e approfondimenti. L'obiettivo è verificare che l'impresa sia in grado di operare in modo sicuro, trasparente e conforme alla normativa.

Ottenere una licenza IMEL richiede quindi tempo, risorse e una preparazione significativa. Per questo motivo, prima di intraprendere questo percorso, è importante valutare attentamente se il tuo modello di business giustifica l'investimento oppure se esistono soluzioni alternative più rapide ed efficienti per offrire servizi di pagamento.

Quanto tempo ci vuole per ottenerne una

I tempi per ottenere una licenza IMEL in Italia dipendono da diversi fattori. La normativa prevede che l'autorizzazione venga rilasciata entro circa 90 giorni dalla presentazione della domanda completa, ma nella pratica il processo può richiedere più tempo, anche diversi mesi, a causa delle integrazioni richieste e della complessità dell'istruttoria, che può dipendere da diversi fattori, quali:

  • Completezza della documentazione
  • Struttura dell’azienda
  • Livello di innovazione del progetto
  • Per molte imprese, questo rappresenta una barriera significativa all'ingresso nel mercato della moneta elettronica in Italia.

Infrastruttura tecnologica necessaria per gli IMEL e come Stripe può esserti d'aiuto

Dal punto di vista tecnologico, operare con moneta elettronica richiede:

  • Infrastrutture di pagamento sicure
  • Sistemi di gestione dei wallet
  • Integrazione con circuiti di pagamento
  • Strumenti di compliance e monitoraggio

Costruire questo stack internamente può essere costoso e complesso. Per questo motivo, molte aziende scelgono soluzioni alternative come Stripe. Grazie a Stripe Embedded Finance puoi integrare funzionalità finanziarie direttamente nei tuoi prodotti senza dover ottenere una licenza IMEL.
Stripe offre infrastrutture già conformi e scalabili, consentendoti di gestire pagamenti, wallet e flussi finanziari senza dover diventare un emittente diretto di moneta elettronica. In questo modo, puoi offrire esperienze avanzate di pagamento con moneta elettronica riducendo tempi, costi e complessità.

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I contenuti di questo articolo hanno uno scopo puramente informativo e formativo e non devono essere intesi come consulenza legale o fiscale. Stripe non garantisce l'accuratezza, la completezza, l'adeguatezza o l'attualità delle informazioni contenute nell'articolo. Per assistenza sulla tua situazione specifica, rivolgiti a un avvocato o a un commercialista competente e abilitato all'esercizio della professione nella tua giurisdizione.

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