Credito d'imposta per investimenti in beni strumentali in Italia: come funziona e cosa cambia dal 2026

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Ulteriori informazioni 
  1. Introduzione
  2. Cos’è il credito d’imposta per i beni strumentali?
  3. Come funziona il credito d’imposta per i beni strumentali?
  4. Credito d’imposta per i beni strumentali 2025: investimenti agevolabili e scadenze
  5. Cosa cambia dal 2026: dal credito d’imposta al ritorno dell’iperammortamento
    1. Come funziona il nuovo meccanismo dell’iperammortamento
    2. Scaglioni per la maggiorazione del costo
    3. Tempistiche di entrata in vigore
  6. Chi può usufruire dell’iperammortamento dal 2026
  7. Iperammortamento: come si applica e orizzonte temporale
  8. Vantaggi dell’iperammortamento per le PMI italiane
  9. In che modo Stripe Tax può esserti d’aiuto

Negli ultimi anni il credito d'imposta per investimenti in beni strumentali è stato uno degli strumenti più utilizzati dalle imprese italiane per sostenere investimenti in innovazione, digitalizzazione e ammodernamento dei processi produttivi. A partire dal 2026, però, il quadro cambia in modo significativo: con la Legge di Bilancio 2026 il credito d'imposta viene progressivamente superato e sostituito da un nuovo meccanismo basato sulla maggiorazione fiscale del costo dei beni, noto come iperammortamento o superdeduzione.

In questo articolo scoprirai come funziona il credito d'imposta per i beni strumentali, quali investimenti restano agevolabili e quali scadenze rispettare, ma soprattutto cosa cambia dal 2026, come funziona il nuovo iperammortamento e quali imprese possono beneficiarne.

Contenuto dell'articolo

  • Cos'è il credito d'imposta per i beni strumentali?
  • Come funziona il credito d'imposta per i beni strumentali?
  • Credito d'imposta per i beni strumentali 2025: investimenti agevolabili e scadenze
  • Cosa cambia dal 2026: dal credito d'imposta al ritorno dell'iperammortamento
  • Chi può usufruire dell'iperammortamento dal 2026
  • Iperammortamento: come si applica e orizzonte temporale
  • Vantaggi dell'iperammortamento per le PMI italiane
  • In che modo Stripe Tax può esserti d'aiuto

Cos'è il credito d'imposta per i beni strumentali?

Il credito d'imposta per i beni strumentali è un'agevolazione fiscale che consente alle imprese di recuperare parte del costo sostenuto per l'acquisto di beni strumentali destinati all'attività produttiva. Questo tipo di incentivo riconosce un credito utilizzabile in compensazione tramite il modello F24.

Per comprendere appieno la misura, è utile partire dalla definizione di beni strumentali: si tratta di beni materiali o immateriali utilizzati dall'impresa in modo durevole per svolgere l'attività economica. Non si tratta di beni destinati alla rivendita, ma di strumenti necessari alla produzione di beni o all'erogazione di servizi.

Tra gli esempi più comuni di beni strumentali rientrano:

  • Macchinari industriali
  • Impianti
  • Attrezzature
  • Hardware
  • Software
  • Sistemi di automazione

Come funziona il credito d'imposta per i beni strumentali?

Il funzionamento del credito per i beni strumentali è relativamente semplice dal punto di vista concettuale, ma richiede attenzione nella fase operativa. L'impresa effettua un investimento agevolabile, determina l'importo del credito spettante in base alla tipologia di bene e utilizza il credito in compensazione dei tributi dovuti.

Dal punto di vista fiscale, il credito:

  • non concorre alla formazione del reddito;
  • non rileva ai fini IRAP;
  • è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite F24.

Rispetto all'ammortamento dei beni strumentali, il vantaggio principale è la maggiore rapidità di recupero del beneficio fiscale. Invece di dedurre il costo in più esercizi, l'impresa ottiene un credito immediatamente utilizzabile secondo le modalità previste dalla norma.

Questo rende il credito d'imposta per investimenti in beni strumentali uno strumento particolarmente interessante per la gestione della liquidità, soprattutto in contesti di crescita o trasformazione digitale.

Credito d'imposta per i beni strumentali 2025: investimenti agevolabili e scadenze

Un punto fondamentale riguarda il perimetro temporale dell'agevolazione. Il credito d'imposta per i beni strumentali 2025 resta utilizzabile esclusivamente per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2025. È tuttavia prevista una finestra di completamento entro il 30 giugno 2026, a condizione che:

  • entro il 31 dicembre 2025 l'ordine risulti accettato dal fornitore;
  • entro la stessa data sia stato versato un acconto minimo del 20% del costo di acquisizione.

Questa regola è cruciale per le imprese che pianificano investimenti complessi o con tempi di consegna lunghi. In termini pratici, significa che la programmazione finanziaria e contrattuale entro il 2025 è determinante per non perdere l'agevolazione.

Dal punto di vista operativo, è fondamentale conservare la documentazione che dimostri:

  • data dell'ordine;
  • accettazione formale da parte del fornitore;
  • pagamento dell'acconto.

Cosa cambia dal 2026: dal credito d'imposta al ritorno dell'iperammortamento

Con la Legge di Bilancio 2026, il quadro degli incentivi fiscali in Italia per gli investimenti produttivi cambia in modo significativo. Il credito d'imposta per beni strumentali, così come lo abbiamo conosciuto negli ultimi anni (Piani Transizione 4.0 e Transizione 5.0) , viene progressivamente superato e lascia spazio a un meccanismo diverso, basato sulla maggiorazione fiscale del costo dei beni ammortizzabili. In altre parole, dal 2026 non si parla più di credito da utilizzare in compensazione, ma di iperammortamento o superdeduzione.

La differenza non è solo terminologica, ma strutturale. Con il credito d'imposta, l'impresa maturava un importo utilizzabile direttamente in F24 per compensare imposte e contributi, indipendentemente (entro certi limiti) dalla presenza di utili. Dal 2026, invece, l'impresa potrà dedurre fiscalmente un importo superiore al costo effettivamente sostenuto per l'acquisto del bene, beneficiando così di una riduzione dell'imponibile nel tempo.

Confronto tra credito d'imposta (fino al 2025) e iperammortamento (dal 2026)

Aspetto

Credito d'imposta beni strumentali (fino al 2025)

Iperammortamento (dal 2026)

Natura dell'incentivo

Credito fiscale compensabile

Maggior deduzione fiscale

Modalità di fruizione

Compensazione tramite F24

Deduzione tramite ammortamento

Impatto sulla liquidità

Più immediato

Diluito nel tempo

Dipendenza dagli utili

Limitata

Elevata (serve reddito imponibile)

Tempistica

Breve-medio

Medio-lungo

Pianificazione richiesta

Moderata

Alta

Pianificazione richiesta

Moderata

Alta

Complessità fiscale

Media

Medio-alta

Target ideale

PMI, imprese in crescita

Imprese con utili stabili

Come funziona il nuovo meccanismo dell'iperammortamento

Il nuovo iperammortamento funziona quindi aumentando il valore fiscalmente riconosciuto del bene. Ad esempio: se acquisti un macchinario per 100.000 euro e la norma prevede una maggiorazione del 180%, il valore deducibile ai fini fiscali non sarà 100.000 euro, ma 280.000 euro. Questa maggiorazione non si traduce in un beneficio immediato, ma viene recuperata gradualmente, seguendo le ordinarie quote di ammortamento previste per quella tipologia di bene.

Questo aspetto è centrale: il vantaggio fiscale esiste solo se l'impresa genera reddito imponibile. In assenza di utili, o in presenza di redditi molto bassi, la maggiore deduzione non produce un risparmio effettivo, a differenza del credito d'imposta che poteva essere utilizzato in compensazione.

Scaglioni per la maggiorazione del costo

La Legge di Bilancio 2026, all'articolo 1, comma 427, introduce un sistema di scaglioni per la maggiorazione del costo, che dipende dall'ammontare complessivo dell'investimento. In particolare:

  • per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, la maggiorazione prevista è del 180%;
  • per la parte di investimenti compresa tra 2,5 e 10 milioni, la maggiorazione scende al 100%;
  • per la quota tra 10 e 20 milioni, la maggiorazione è pari al 50%.

Questa struttura rende l'incentivo particolarmente interessante per investimenti medio-grandi, ma richiede una valutazione attenta della sostenibilità fiscale nel medio periodo. È inoltre importante sottolineare che, rispetto alle ipotesi iniziali, la normativa sembra orientarsi verso una maggiorazione uniforme, senza percentuali più elevate specifiche per investimenti "green".

Tempistiche di entrata in vigore

Il nuovo iperammortamento si applica agli investimenti effettuati dal 2026 al 30 settembre 2028
come previsto dall'art. 1, comma 427 della Legge di Bilancio 2026 (Legge 199/2025).

Un altro elemento rilevante riguarda l'origine dei beni interessati dal provvedimento. Dal 2026, infatti, l'applicazione del regime dell'iperammortamento è subordinata anche all'origine dei beni, che dovranno essere prodotti nell'Unione europea o nello Spazio economico europeo. Inoltre, gli attuali elenchi dei beni interessati dall'agevolazione non trovano più applicazione automatica e la Legge di Bilancio 2026 demanda a successivi decreti attuativi la definizione dei nuovi elenchi di beni agevolabili, sia materiali sia immateriali. Questo significa che non sarà sufficiente fare riferimento alle regole precedenti: ogni investimento dovrà essere verificato alla luce del nuovo impianto normativo.

Chi può usufruire dell'iperammortamento dal 2026

A partire dal 2026, l'iperammortamento non introduce una selezione soggettiva delle imprese, ma si applica in presenza di specifiche condizioni legate all'investimento e alla situazione fiscale dell'impresa. A differenza del credito d'imposta per i beni strumentali, il nuovo meccanismo non riconosce un beneficio automatico e immediatamente monetizzabile, ma opera esclusivamente attraverso una maggiorazione della deduzione fiscale nel tempo.

Dal punto di vista soggettivo, il regime di iperammortamento può essere applicato:

L'accesso al regime non dipende dalla forma giuridica: possono beneficiarne ditte individuali, società di persone e società di capitali, a condizione che l'investimento venga effettuato nell'ambito di un'attività d'impresa.

Rispetto al passato, però, assume un ruolo centrale la capacità di generare reddito imponibile. Poiché l'iperammortamento si traduce in una maggiore deduzione fiscale e non in un credito compensabile, il vantaggio si concretizza solo in presenza di utili nei periodi d'imposta successivi all'investimento. Le imprese in perdita strutturale o con marginalità molto ridotta potrebbero quindi non riuscire a sfruttare pienamente il beneficio, pur in presenza di investimenti agevolabili.

Dal punto di vista oggettivo, l'applicazione dell'iperammortamento è subordinata a requisiti precisi:

  • Il bene acquistato deve rientrare tra le tipologie di beni agevolabili che saranno individuate dai decreti attuativi previsti dalla Legge di Bilancio 2026, distinti tra beni materiali e immateriali.

  • Devono essere rispettati eventuali requisiti tecnologici previsti dalla normativa.

  • Il bene deve essere prodotto in uno Stato membro dell'Unione europea o in uno Stato aderente allo Spazio economico europeo (SEE).

Restano escluse dall'applicazione dell'iperammortamento le imprese che, in base alla normativa europea sugli aiuti di Stato, sono considerate “in difficoltà”, come ad esempio quelle sottoposte a procedure concorsuali o in stato di liquidazione.

Iperammortamento: come si applica e orizzonte temporale

Una delle principali differenze rispetto al credito d'imposta per i beni strumentali riguarda le modalità di applicazione. Con l'iperammortamento non è prevista una domanda preventiva né una procedura di prenotazione centralizzata analoga ad altri incentivi a sportello. Il beneficio si applica direttamente in sede di determinazione del reddito imponibile, attraverso la maggiorazione del costo ammortizzabile del bene.

In base all'impianto normativo delineato dall'articolo 1, commi 427 e seguenti della Legge di Bilancio 2026, l'iperammortamento opera attraverso il normale meccanismo dell'ammortamento fiscale.

In pratica, l'impresa:

  • effettua un investimento agevolabile a partire dal 1° gennaio 2026;

  • iscrive il bene tra le immobilizzazioni;

  • applica la maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto prevista dalla norma;

  • deduce il valore maggiorato nel tempo, tramite le ordinarie quote di ammortamento.

Dal punto di vista documentale, diventa fondamentale:

  • conservare contratti, fatture e documentazione tecnica del bene;

  • dimostrare il rispetto dei requisiti di agevolabilità;

  • indicare correttamente la maggior deduzione in dichiarazione dei redditi.

Per quanto riguarda l'orizzonte temporale, le informazioni attualmente disponibili indicano:

  • l'applicazione dell'iperammortamento agli investimenti effettuati dal 2026;

  • un orizzonte temporale che potrebbe estendersi fino al 30 settembre 2028, salvo modifiche nei decreti attuativi.

Proprio questi decreti attuativi saranno determinanti per chiarire in modo definitivo procedure, tempistiche e adempimenti formali.

Vantaggi dell'iperammortamento per le PMI italiane

Per le piccole e medie imprese (PMI) italiane, il ritorno dell'iperammortamento rappresenta un incentivo con caratteristiche molto diverse rispetto al credito d'imposta per i beni strumentali, ma non per questo meno interessante. Il principale vantaggio è la forte leva fiscale sugli investimenti produttivi: dedurre fiscalmente più del costo effettivamente sostenuto consente di ridurre in modo significativo l'imponibile nel medio-lungo periodo.

Questo meccanismo favorisce in particolare le PMI:

  • con redditività stabile;

  • che pianificano investimenti strutturali e duraturi;

  • che operano in settori manifatturieri, industriali o tecnologici.

Un ulteriore vantaggio è la prevedibilità del beneficio: una volta effettuato l'investimento e verificata l'agevolabilità del bene, l'impresa può stimare con precisione l'impatto fiscale sulle annualità future. Questo rende l'iperammortamento uno strumento utile per la pianificazione fiscale, più che per il supporto immediato alla liquidità.

In che modo Stripe Tax può esserti d'aiuto

Il passaggio dal credito d'imposta all'iperammortamento rende ancora più importante una gestione fiscale accurata e strutturata, soprattutto per le imprese che operano su più mercati o che combinano attività produttive, digitali ed e-commerce. In questo contesto, avere visibilità sugli obblighi fiscali, sulle imposte applicabili e sui flussi di vendita diventa un elemento chiave per supportare correttamente la pianificazione degli investimenti e la conformità normativa complessiva. È qui che strumenti di automazione fiscale come Stripe Tax possono affiancare le imprese, semplificando la gestione delle imposte indirette e riducendo la complessità operativa.

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I contenuti di questo articolo hanno uno scopo puramente informativo e formativo e non devono essere intesi come consulenza legale o fiscale. Stripe non garantisce l'accuratezza, la completezza, l'adeguatezza o l'attualità delle informazioni contenute nell'articolo. Per assistenza sulla tua situazione specifica, rivolgiti a un avvocato o a un commercialista competente e abilitato all'esercizio della professione nella tua giurisdizione.

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