Aprire la partita IVA per un e-commerce in Italia: requisiti, regime fiscale e costi

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Ulteriori informazioni 
  1. Introduzione
  2. Quando è necessario aprire una partita IVA per vendere online
    1. Qual è il limite di vendite online senza partita IVA?
    2. Cosa succede se apro un e-commerce senza partita IVA?
  3. Informazioni di base sull’apertura di una partita IVA
    1. Scelta della forma giuridica
    2. Scelta del regime fiscale
  4. Cosa sono i codici ATECO e quale scegliere per l’e-commerce
  5. Come ottenere una partita IVA per vendere online
    1. Come richiedere l’apertura della partita IVA
    2. Quali informazioni devi comunicare
    3. Passi successivi all’apertura della partita IVA
  6. Quanto costa aprire e mantenere una partita IVA per l’e-commerce
    1. Costi di apertura
    2. Costi di gestione annuali
  7. In che modo Stripe Payments può esserti d’aiuto

Avviare un e-commerce in Italia significa trasformare un'idea digitale in una vera attività d'impresa. Prima ancora di scegliere la piattaforma, i metodi di pagamento o la strategia di marketing, c'è un passaggio imprescindibile: capire quando è necessario aprire una partita IVA per vendere online, cosa serve per farlo correttamente e quali costi comporta nel tempo.

In questo articolo analizziamo l'argomento dal punto di vista delle imprese italiane che vogliono operare in modo regolare nel commercio elettronico. Scoprirai quando la legge richiede l'apertura della partita IVA, quali sono le informazioni di base da conoscere prima di iniziare, cos'è il codice ATECO e quale scegliere per un'attività di e-commerce, quali sono i passaggi per l'apertura di una partita IVA per vendere online e quanto costa. L'obiettivo è darti una visione chiara e pratica, utile se stai pensando di avviare un'attività di e-commerce e vuoi capire quali passi fare per partire con il piede giusto.

Contenuto dell'articolo

  • Quando è necessario aprire una partita IVA per vendere online
  • Informazioni di base sull'apertura della partita IVA
  • Cos'è il codice ATECO, quale scegliere e perché è importante
  • Come ottenere una partita IVA per vendere online
  • Quanto costa aprire e mantenere aperta una partita IVA per e-commerce
  • In che modo Stripe Payments può esserti d'aiuto

Quando è necessario aprire una partita IVA per vendere online

Uno dei primi dubbi quando vuoi iniziare a vendere su Internet riguarda proprio questo punto: serve la partita IVA per aprire un e-commerce? La risposta, nella maggior parte dei casi, è sì. In Italia, la normativa fiscale distingue tra attività occasionali e attività esercitate in modo abituale e professionale.

Se vendi online in maniera organizzata, continuativa e con finalità di profitto, l'apertura della partita IVA diventa obbligatoria. Questo vale indipendentemente dal fatto che tu venda tramite un sito proprietario, un marketplace o i social network. Anche se le vendite iniziano con volumi ridotti, ciò che conta è la struttura dell'attività: presenza di un catalogo prodotti, investimenti in pubblicità, gestione di ordini e spedizioni.

L'attività occasionale, invece, è ammessa solo in casi molto limitati: vendite sporadiche, non organizzate e senza continuità. È una situazione che difficilmente si applica a un vero progetto di e-commerce.

Inoltre, aprire una partita IVA per l'e-commerce non è solo un obbligo, ma anche una tutela: ti consente di fatturare correttamente, dedurre i costi e costruire un'attività sostenibile nel tempo.

Qual è il limite di vendite online senza partita IVA?

Non esiste un limite di vendite online fissato per legge al di sotto del quale puoi operare senza partita IVA. In Italia, ciò che conta non è l'importo delle vendite, ma il modo in cui l'attività viene svolta. La partita IVA diventa obbligatoria quando la vendita online è abituale, organizzata e finalizzata al profitto, anche se il fatturato è basso.

Come menzionato, puoi vendere senza partita IVA solo in casi eccezionali, quando l'attività è:

  • occasionale (non continuativa);
  • non organizzata (assenza di sito e-commerce, catalogo, marketing strutturato);
  • sporadica e non riconducibile a un'attività d'impresa.

Riassumiamo, nel dettaglio, quando è necessario aprire una partita IVA:

Situazione

Vendita abituale

Organizzazione dell'attività

Partita IVA necessaria

Vendite occasionali tra privati

No

No

No

Vendita sporadica senza struttura

No

No

No (con limiti)

E-commerce con sito web

Vendite tramite marketplace

Vendita via social network

Attività continuativa con profitto

Cosa succede se apro un e-commerce senza partita IVA?

Se apri un e-commerce senza partita IVA nei casi in cui sarebbe invece obbligatoria, stai svolgendo un'attività d'impresa in modo irregolare. In concreto, puoi andare incontro a:

  • sanzioni fiscali per esercizio abusivo di attività;
  • recupero delle imposte non versate (IVA, IRPEF/IRES), con interessi;
  • multe amministrative e accertamenti da parte dell'Agenzia delle Entrate;
  • problemi con fatturazione, pagamenti e marketplace, che spesso richiedono una partita IVA attiva.

Informazioni di base sull'apertura di una partita IVA

Prima di aprire la partita IVA per un'attività di e-commerce, è fondamentale chiarire alcuni aspetti di base che incidono direttamente su gestione, tassazione e costi nel tempo. La partita IVA è il numero che identifica fiscalmente chi esercita un'attività economica in modo abituale e viene rilasciata dall'Agenzia delle Entrate al momento della dichiarazione di inizio attività.

Quando decidi di aprire una partita IVA per l'e-commerce, devi compiere due scelte centrali: la forma giuridica dell'attività e il regime fiscale.

Scelta della forma giuridica

La forma giuridica definisce come è strutturata l'attività e quale responsabilità assumi come imprenditore. Le opzioni più comuni per un e-commerce sono le seguenti:

  • Ditta individuale: la ditta individuale è la soluzione più semplice e diffusa nelle fasi iniziali. È adatta se avvii l'e-commerce senza soci e con volumi contenuti, ma comporta responsabilità illimitata sul patrimonio personale.
  • Società di persone: scegliere la forma giuridica delle società di persone è meno frequente per l'e-commerce; può essere utilizzata quando l'attività è avviata insieme ad altri soci e non richiede una struttura societaria complessa.
  • Società di capitali (ad esempio SRL): è spesso scelta quando l'e-commerce ha obiettivi di crescita più ambiziosi. Consente di separare il patrimonio personale da quello dell'impresa, ma comporta maggiori costi e obblighi amministrativi.

Scelta del regime fiscale

Il regime fiscale determina come vengono calcolate le imposte e quali adempimenti contabili devi rispettare. Le principali alternative sono:

  • Regime forfettario: prevede una tassazione semplificata e un'imposta sostitutiva, con contabilità ridotta. Il regime forfettario è accessibile solo se rispetti determinati limiti di fatturato e requisiti soggettivi ed è spesso la scelta iniziale per chi apre una partita IVA per l'e-commerce.
  • Regime semplificato: è un regime intermedio, applicabile alle imprese individuali e alle società di persone che superano i limiti del forfettario ma restano entro determinate soglie di ricavi. Prevede obblighi contabili meno complessi rispetto al regime ordinario, pur mantenendo l'applicazione dell'IVA.
  • Regime ordinario: comporta una gestione contabile più articolata, con IVA, deduzione analitica dei costi e tassazione progressiva. È obbligatorio al superamento dei limiti del forfettario o in presenza di specifiche condizioni.

Queste decisioni incidono in modo diretto sui costi della partita IVA per l'e-commerce, sugli obblighi fiscali e sulla sostenibilità del progetto nel medio-lungo periodo. Per questo è consigliabile valutarle con attenzione prima di avviare l'attività.

Cosa sono i codici ATECO e quale scegliere per l'e-commerce

Un passaggio spesso sottovalutato, ma cruciale, è la scelta del codice ATECO. Il codice ATECO è una classificazione che identifica il tipo di attività svolta dall'impresa. Quando decidi di aprire una partita IVA per l'e-commerce, il codice più utilizzato è 47.91.10 (Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via Internet). Tuttavia, in alcuni casi può essere necessario affiancare codici aggiuntivi, ad esempio se l'attività comprende anche produzione di beni o vendita all'ingrosso.

La scelta corretta del codice ATECO è importante per diversi motivi:

  • Determina il coefficiente di redditività nel regime forfettario
  • Influisce sugli obblighi previdenziali
  • Incide sull'accesso a eventuali agevolazioni o incentivi
  • Definisce il perimetro legale dell'attività

Scegliere un codice errato può comportare problemi fiscali o contributivi nel tempo. Per questo, quando valuti di aprire una partita IVA per un e-commerce, ti consigliamo di consultare il tuo commercialista di fiducia per assicurarti di fare la scelta giusta.

Come ottenere una partita IVA per vendere online

Dal punto di vista operativo, aprire una partita IVA per vendere online è un passaggio relativamente semplice, ma va fatto con attenzione perché determina l'inquadramento fiscale e amministrativo dell'intera attività. La richiesta di apertura della partita IVA va presentata all'Agenzia delle Entrate prima dell'inizio effettivo delle vendite.

Come richiedere l'apertura della partita IVA

La domanda di apertura si presenta tramite un'apposita dichiarazione di inizio attività. Il modulo da utilizzare dipende dal soggetto che avvia l'e-commerce:

  • Modello AA9/12: è il modulo utilizzato da ditte individuali, lavoratori autonomi e professionisti.
  • Modello AA7/10: è il modulo riservato a società ed enti (ad esempio SRL o altre società di capitali).

La comunicazione può essere trasmessa:

  • online, tramite i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate;
  • tramite un intermediario abilitato, come un commercialista;
  • in alcuni casi, contestualmente alla Comunicazione Unica d'impresa.

Quali informazioni devi comunicare

Nel modulo di apertura della partita IVA devi indicare una serie di informazioni fondamentali, tra cui:

  • dati anagrafici o dati della società;
  • data di inizio dell'attività di e-commerce;
  • codice ATECO che identifica il commercio elettronico;
  • regime fiscale scelto (forfettario, semplificato o ordinario);
  • domicilio fiscale e sede dell'attività;
  • opzione per la liquidazione IVA (se applicabile).

Una volta inviata la comunicazione, la partita IVA viene attribuita in tempi molto rapidi, spesso anche lo stesso giorno. Da quel momento hai i requisiti formali per operare come impresa di e-commerce.

Passi successivi all'apertura della partita IVA

È importante chiarire che l'apertura della partita IVA non esaurisce tutti gli adempimenti necessari per vendere online in modo regolare. A seconda del tipo di attività e della forma giuridica scelta, dopo l'apertura dovrai occuparti anche dei seguenti passaggi:

  • Presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività): la SCIA deve essere effettuata presso il Comune competente; generalmente è richiesta per il commercio elettronico.
  • Iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio: l'iscrizione al Registro delle Imprese è obbligatoria per le imprese commerciali.
  • Iscrizione all'INPS: deve essere effettuata con inquadramento nella gestione commercianti o nella gestione separata, a seconda dei casi.
  • Eventuale iscrizione all'INAIL: è necessaria solo se assumi dipendenti o collaboratori o se svolgi attività con rischi specifici (ad esempio magazzino interno, imballaggio, movimentazione merci).
  • Gestione dell'IVA: include liquidazioni periodiche, dichiarazioni annuali e applicazione delle regole IVA per le vendite online, anche verso l'estero (a meno che non operi in regime forfettario, che prevede l’esenzione dall’IVA).
  • Fatturazione elettronica: la fatturazione elettronica in Italia è obbligatoria nella maggior parte dei casi, con emissione, conservazione digitale e trasmissione tramite il Sistema di Interscambio.

Quanto costa aprire e mantenere una partita IVA per l'e-commerce

Capire i costi della partita IVA per l'e-commerce è fondamentale per valutare la sostenibilità del tuo progetto prima di partire. I costi non si limitano all'apertura formale presso l'Agenzia delle Entrate: ci sono spese iniziali, adempimenti obbligatori, contributi previdenziali e costi di gestione ricorrenti. Vediamo di seguito una panoramica approfondita dei principali costi.

Costi di apertura

In linea generale, l'apertura della partita IVA è gratuita: non esistono tasse governative da pagare se compili e invii in autonomia la pratica all'Agenzia delle Entrate. Tuttavia, nella pratica spesso si sostengono alcuni costi iniziali:

  • Iscrizione alla Camera di Commercio: comporta costi di circa 88,50 € complessivamente tra imposta di bollo e diritti di segreteria, più il diritto camerale (circa 53 €) che varia in base alla tipologia di attività.
  • SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività): può costare da 0 € fino a 200 € o più, a seconda del comune in cui svolgi l'attività.
  • PEC e firma digitale: si tratta di strumenti obbligatori per le comunicazioni fiscali e telematiche, con costi annuali che partono da circa 35 € ciascuno.
  • Commercialista o intermediario per l'apertura: se ti affidi a un commercialista o a un altro intermediario abilitato (ad esempio un CAF o un consulente del lavoro) per completare tutte le pratiche, i costi possono variare indicativamente tra 150 € e 500 €.

In totale, i costi iniziali per aprire una partita IVA online per e-commerce, incluse pratiche burocratiche e consulenza, possono oscillare tra 100 € e 800 € circa, a seconda di quanto fai in autonomia e del livello di assistenza professionale scelto.

Costi di gestione annuali

Una volta attiva la partita IVA, dovrai affrontare spese ricorrenti legate alla gestione dell'attività. Anche queste variano molto in base alla forma giuridica scelta e al regime fiscale:

  • Camera di commercio e obblighi annuali
    circa 50-60 € all'anno per il diritto camerale annuale, dovuti per mantenere l'iscrizione al Registro delle Imprese.
  • Commercialista e contabilità
    se adotti un regime semplificato come il forfettario, i costi di consulenza fiscale e tenuta della contabilità con un commercialista possono variare da 300 € a 800 € all'anno. Se opti per il regime ordinario la gestione contabile e fiscale è più complessa e può richiedere servizi di contabilità estesa, con costi che vanno da 1.000 € fino a 2.500 € o più all'anno.
  • Contributi previdenziali (INPS)
    per chi è iscritto alla Gestione Commercianti INPS (caso tipico per molte attività di e-commerce), i contributi sono dovuti in misura minima fissa, indipendentemente dal reddito prodotto. Per il 2025, l'INPS ha stabilito un reddito minimale annuo pari a 18.555 euro, sul quale si calcolano i contributi obbligatori. L'importo dei contributi minimi annui è pari a circa 4.500 euro. Se il reddito supera il minimale, sulla parte eccedente si applica un'aliquota contributiva del 24,48%. L'aliquota e la soglia minima non sono fisse nel tempo: vengono stabilite ogni anno dall'INPS, di norma tramite una circolare pubblicata nei primi mesi dell'anno.
  • Altri adempimenti
    la fatturazione elettronica e la conservazione digitale delle fatture sono strumenti necessari per la gestione delle fatture. Le piattaforme online o i servizi del commercialista possono comportare costi di abbonamento o commissioni. Se non sei in regime forfettario, dovrai inoltre gestire liquidazioni periodiche, dichiarazioni IVA e versamenti, con costi legati alla complessità contabile e al supporto professionale.

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I contenuti di questo articolo hanno uno scopo puramente informativo e formativo e non devono essere intesi come consulenza legale o fiscale. Stripe non garantisce l'accuratezza, la completezza, l'adeguatezza o l'attualità delle informazioni contenute nell'articolo. Per assistenza sulla tua situazione specifica, rivolgiti a un avvocato o a un commercialista competente e abilitato all'esercizio della professione nella tua giurisdizione.

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