Comprendere la regolamentazione europea influisce su marketplace e piattaforme:

La guida di Stripe per decifrare il panorama normativo europeo

Introduzione

La nuova legge Europea per i pagamenti, ovvero la seconda Direttiva europea sui servizi di pagamento (anche nota come PSD2, Payment Services Directive 2), ha introdotto cambiamenti significativi che interessano le piattaforme multi-sided, anche dette aziende marketplace, in Europa. Molte di queste aziende non possono più usufruire dell’esenzione dall’ottenimento di una licenza, come in precedenza.

In un tipico marketplace, dove la piattaforma agisce come intermediario per conto sia del cliente che del venditore senza vendere direttamente il prodotto o servizio, la piattaforma non può più ricevere pagamenti dovuti dal cliente al venditore. Per farlo, dovrà ottenere una licenza per accettare pagamenti da un organo regolatore e diventare un’impresa regolamentata. Stripe Connect offre a tali piattaforme un’alternativa: le Piattaforme che usano Stripe Connect non ricevono pagamenti che sono dovuti dai clienti ai venditori e, anziché dover diventare un fornitore di servizi di pagamento regolamentato, si possono concentrare sulla crescita della propria azienda marketplace. Per maggiori dettagli sui cambiamenti dettati dalla PSD2, continua a leggere la guida.

Le piattaforme multi-sided, o aziende marketplace, sono al momento le attività basate su Internet più interessanti nel processo di trasformazione delle modalità di acquisto e pagamento. Dai servizi on-demand alle piattaforme B2B, dal crowdfunding alla sharing economy e dalle piattaforme di e-commerce alle piattaforme per le prenotazioni, le aziende marketplace stanno sbloccando l’accesso a un bacino di clienti globale, ampliando la scelta dei consumatori, nonché consentendo ai venditori di scalare le proprie aziende con una flessibilità che era impensabile fino a qualche anno fa. Stripe supporta molte di queste piattaforme su Stripe Connect, un prodotto completamente conforme per i pagamenti tramite piattaforma.

Le piattaforme online agiscono da portali centralizzati che consentono le transazioni tra acquirenti e venditori. Dalle prime piattaforme pioniere, come eBay e Amazon, a quelle più recenti e di successo quali Shopify, Etsy e Kickstarter, abbiamo assistito allo sviluppo a livello globale di un’industria delle piattaforme estremamente diversificata, che offre sia ai clienti che ai fornitori l’accesso a nuovi mercati e nuove opportunità. L’Europa è stata la culla di molte piattaforme innovative, quali Deliveroo, Catawiki e ManoMano, oltre che di nuove piattaforme tecno-finanziarie, come Zopa e Monzo.

Poiché le piattaforme rappresentano sempre di più i motori principali del commercio digitale in Europa, il loro ruolo ha attirato l’applicazione di controlli normativi più rigorosi, che cercano di verificare che la protezione dei clienti, i controlli antiriciclaggio e le norme in materia di concorrenza stiano al passo con l’innovazione tecnologica. Attraverso la nostra esperienza nella realizzazione e nell’implementazione di soluzioni per il pagamento su migliaia di piattaforme in tutto il mondo, abbiamo incontrato molte delle problematiche normative con le quali devono fare i conti le piattaforme.

In questa guida, vogliamo condividere alcune idee in merito a come le piattaforme in Europa possono affrontare al meglio i cambiamenti regolamentativi della PSD2, che incidono in modo significativo sulle modalità con cui le piattaforme accettano i pagamenti. Fino a oggi, molte piattaforme europee hanno sfruttato l’esenzione di "agente commerciale" dalla regolamentazione sui pagamenti. Analizziamo come questa esenzione sia cambiata dal gennaio 2018 e l’impatto che ha sulla posizione delle piattaforme in Europa rispetto alle normative. Pur non rappresentando una consulenza legale (le piattaforme dovrebbero valutare in modo indipendente il proprio profilo normativo specifico), la nostra visione si basa sull’esperienza relativa al complesso quadro normativo attorno al quale il nostro prodotto per i pagamenti tramite piattaforme, Stripe Connect, è stato costruito.

Il cambiamento principale per le piattaforme è che se agiscono per conto sia dell’acquirente che del venditore, come è il caso di molte piattaforme, allora le piattaforme possono evitare di diventare imprese regolamentate con licenza solo se non possiedono o controllano i fondi e, invece, sfruttano un fornitore di servizi di pagamento in possesso di regolare licenza. Stripe Connect mira a risolvere questi problemi regolamentativi per le piattaforme, allontanando la complessità derivante dalle licenze per pagamenti e rendendo meno gravosa la conformità normativa per le piattaforme.

Come funzionano oggi le piattaforme?

Assetto contrattuale

La maggior parte delle piattaforme online prevede che la Piattaforma si limiti a facilitare la vendita tra il venditore (Venditore) e il cliente (Acquirente), ma senza agire direttamente in qualità di venditore o rivenditore. Il Venditore vende all’Acquirente e quest’ultimo deve il pagamento al Venditore. La Piattaforma in genere trasferisce il rischio economico sul Venditore, che si assume anche il rischio finanziario, legale e gli obblighi fiscali associati alla vendita di prodotti o servizi all’Acquirente. Esempi degli obblighi che potrebbero ricadere sull’Utente anziché sulla Piattaforma includono prodotti consegnati a un acquirente, resi, requisiti IVA locali e i requisiti di autorizzazione o assicurazione obbligatoria per i prodotti o servizi forniti, che sono concessi in licenza o assicurabili (ad esempio l’assicurazione RC obbligatoria per i taxi).

Questa organizzazione tipica delle piattaforme, che facilita ma non effettua la vendita, sta alla base del successo economico delle piattaforme, molte delle quali non potrebbero esistere altrimenti. Le piattaforme tendono ad assumere semplicemente un ruolo di facilitatore nella vendita di prodotti o servizi, includendo nei contratti con gli Utenti clausole come: "il contratto per la fornitura del servizio viene stipulato tra voi e il cliente"; oppure "la piattaforma ha semplicemente un ruolo di supporto o agevolazione"; oppure "la piattaforma ha come unica responsabilità quella di agevolare la disponibilità del sito, dell’applicazione e dei servizi". Le piattaforme spesso non stipulano un contratto con l’Acquirente, mentre il Venditore stipula un contratto sia con l’Acquirente che con la Piattaforma.

Configurazione dei pagamenti

Anche se l’Acquirente deve una somma di denaro al Venditore, molte piattaforme tendono a gestire i pagamenti autonomamente agendo da intermediari tra Acquirenti e Venditori. Quando l’Acquirente effettua un pagamento iniziale per il prodotto o il servizio, il pagamento è spesso ricevuto dalla piattaforma e da questa successivamente girato al Venditore.

Questo flusso di pagamenti dovuti dall’Acquirente al Venditore spesso non è allineato alla responsabilità contrattuale, come illustrato più avanti. Questo significa che anche se la Piattaforma non effettua la vendita all’Acquirente e non deve ricevere pagamenti da quest’ultimo, spesso riceve dall’Acquirente il pagamento dovuto al Venditore. In altre parole, il debito dell’Acquirente verso il Venditore non viene saldato o estinto quando la Piattaforma riceve i fondi.

Quando la Piattaforma acquisisce dall’Acquirente i pagamenti corrispondenti alle vendite effettuate dal Venditore, gestendo quindi fondi dovuti e posseduti dal Venditore, la maggior parte delle interpretazioni della legge europea che regola i pagamenti considera questa come un’attività regolamentata. Questo richiederebbe che la Piattaforma ottenesse un’autorizzazione per le operazioni di pagamento, a meno che non fosse idonea per un’esenzione. Molte piattaforme che gestiscono i pagamenti in questo modo hanno usufruito dell’esenzione per agenti commerciali, contemplata dalla direttiva PSD1 (precedente alla direttiva PSD2), che permette loro di non operare senza licenza; tuttavia questa esenzione è cambiata con la PSD2. Prima di esplorare l’esenzione per agenti commerciali, è utile capire quali sono i servizi di pagamento regolamentati.

Che cosa sono i servizi di pagamento regolamentati?

Le seguenti attività sono considerate servizi di pagamento regolati nell’Unione Europea:

  • Gestire un conto di pagamento e consentire il versamento e il prelevamento di contante da un conto di pagamento - ad esempio trattenere fondi per uno specifico esercente in un conto bancario prima di rilasciarli in accordo della richiesta dell’esercente;
  • Eseguire transazioni di pagamento - ad esempio, elaborare pagamenti da parte dei clienti a favore degli esercenti;
  • Emettere strumenti di pagamento o acquisire transazioni di pagamento - ad esempio, acquisendo o elaborando transazioni basate su carta di credito;
  • Rimessa di denaro - ad esempio, mediante trasferimento di fondi per conto di un soggetto pagatore a favore di un beneficiario;
  • Servizi di disposizione dei pagamenti - (novità della PSD2), ad esempio, disposizione di un pagamento, come un bonifico bancario, da un conto bancario online di un cliente a un esercente;
  • Servizi informativi sul conto - (novità della PSD2), ad esempio, fornitura di informazioni consolidate o aggregate relative ai conti di pagamento gestiti da provider di servizi di pagamento;

Con Stripe Connect, forniamo alle Piattaforme europee un servizio di pagamento regolato, in virtù della nostra autorizzazione come istituto di moneta elettronica.

Quando una Piattaforma entra in possesso o controlla fondi dovuti da un Acquirente a un Venditore e successivamente li versa al Venditore, la piattaforma viene considerata come un fornitore di servizi di pagamento regolamentati (come la gestione di un conto di pagamento, l’esecuzione di transazioni di pagamento o la rimessa di denaro), a meno che non ricada all’interno di una esenzione, come quella delle operazioni con agente commerciale.

Che cos’è l’esenzione rivolta agli agenti commerciali?

Le piattaforme hanno sfruttato l’esenzione degli agenti commerciali asserendo di operare come agente commerciale autorizzato a negoziare o a concludere la vendita o l’acquisto di prodotti o servizi per conto del Venditore. In base a questo presupposto, risulterebbe che l’Acquirente non effettua il pagamento alla Piattaforma ma al Venditore tramite il proprio agente commerciale (la Piattaforma). Il Venditore viene considerato come beneficiario del pagamento, in termini legali, non appena il pagamento viene ricevuto dal rispettivo agente, ovvero la Piattaforma. Molte piattaforme hanno tentato di ricorrere a questa esenzione anziché diventare fornitori autorizzati di servizi di pagamento regolamentati.

Molti organi regolamentativi in Europa ritengono che le piattaforme, per il fatto di aggregare l’offerta e la domanda di mercato (favorendo l’interazione tra Acquirenti e Venditori tramite un sito web o un’applicazione mobile), abbiano un ruolo di agente sia per il pagatore (ricevendo ordini e pagamenti dall’Acquirente, e potenzialmente offrendogli vantaggi come ad esempio sconti per i membri registrati) che per il beneficiario (inviando ordini e pagamenti ricevuti al Venditore). Prima della PSD2, alcuni paesi hanno permesso ad agenti commerciali di agire per conto del pagatore o del beneficiario, ma non di entrambi. Inoltre, alcune autorità di controllo hanno sostenuto che, poiché non è possibile parlare di un’effettiva negoziazione o conclusione della vendita o dell’acquisto da parte della Piattaforma, quest’ultima non debba essere considerata alla stregua di un agente commerciale. Questa applicazione disomogenea dell’esenzione per agenti commerciali ha rappresentato un problema per le piattaforme in quanto, diversamente dalle autorizzazioni di operazioni di pagamento, non è possibile trasferire le esenzioni da un paese europeo a un altro.

L’esenzione rivolta agli agenti commerciali secondo la direttiva PSD2

La direttiva PSD2 chiarisce le aree di dubbio riguardanti gli agenti commerciali. L’esenzione per gli agenti commerciali è ora disponibile solo quando un agente commerciale agisce in modo inequivocabile per conto del pagatore o del beneficiario ma non di entrambi. Se agisce per conto di entrambi, una Piattaforma può evitare di dover disporre di una licenza per operazioni di pagamento solo nel caso in cui non possieda o controlli i fondi (cioè si avvale di un fornitore di servizi di pagamento autorizzato). Un’opinione largamente condivisa dagli organi regolatori in tutta Europa è che le piattaforme che gestiscono i propri pagamenti non possono più avvalersi dell’esenzione per agenti commerciali. La PSD2 ribadisce che tale esenzione si applica:

"alle transazioni di pagamento dal pagatore al beneficiario effettuate tramite un agente commerciale autorizzato, mediante un accordo, a negoziare o concludere la vendita o l’acquisto di beni o serviziper conto esclusivamente del pagatore o del beneficiario"

Questa modifica è spiegata nella prefazione della direttiva PSD2, che afferma che l’esenzione per agenti commerciali prevista dalla PSD1 era:

"…applicata con modalità molto diverse negli Stati membri. Alcuni Stati membri consentono di applicare tale esclusione alle piattaforme di commercio elettronico che agiscono come intermediari per conto sia dei singoli acquirenti sia dei singoli venditori senza un reale margine nella negoziazione o conclusione della vendita o dell’acquisto di beni o servizi. Tale applicazione dell’esclusione va al di là dell’ambito di applicazione previsto in tale direttiva e può far aumentare i rischi per i consumatori, poiché tali prestatori non sono soggetti alle norme sulla protezione garantita dal quadro giuridico. Prassi divergenti nell’applicazione producono inoltre un effetto distorsivo della concorrenza nel mercato dei pagamenti. Per rispondere a tali preoccupazioni, l’esclusione dovrebbe applicarsi ove gli agenti agiscano soltanto per conto del pagatore o soltanto per conto del beneficiario, indipendentemente dal fatto che siano o meno in possesso dei fondi dei clienti. Ove agiscano per conto sia del pagatore sia del beneficiario (ad esempio mediante una piattaforma di commercio elettronico) gli agenti dovrebbero essere esclusi solo qualora non entrino mai in possesso dei fondi dei clienti o non li controllino."

Per illustrare il cambiamento dell’esenzione per agenti commerciali, la Financial Conduct Authority (FCA) nel Regno Unito ha dichiarato:

"Un esempio di piattaforma che agisce per conto sia del pagatore sia del beneficiario è quello in cui la piattaforma consente a un pagatore di trasferire fondi in un conto da essa controllato o gestito, senza che questa operazione rappresenti il pagamento del debito del pagatore nei confronti del beneficiario, e successivamente trasferisce gli importi corrispondenti al beneficiario, in base a un accordo con questo."

La FCA ha descritto un esempio concreto di una piattaforma online di raccolta di fondi, che accetta donazioni senza inviarle direttamente al destinatario previsto. Ha affermato che una piattaforma di questo tipo non potrà avvalersi dell’esenzione per agenti commerciali in quanto "non si tratta di un agente commerciale autorizzato tramite accordo a negoziare o concludere la vendita o l’acquisto di beni o servizi per conto del pagatore o del beneficiario ma non di entrambi."

Le restrizioni dell’esenzione per agenti commerciali hanno lo scopo di proteggere i pagamenti effettuati dai consumatori ai Venditori e di evitare un effetto distorsivo sulla concorrenza. Se una Piattaforma riceve i pagamenti dovuti dall’Acquirente al Venditore, il Venditore non solo si assume l’obbligo contrattuale verso l’Acquirente, ma anche il rischio aggiuntivo di credito insoluto da parte della Piattaforma prima che questa paghi il Venditore. Per quanto riguarda la concorrenza, la direttiva PSD2 tenta di garantire parità di condizioni in tutta Europa per quel che concerne la modalità di applicazione dell’esenzione per agenti commerciali da parte dei singoli paesi.

Altre considerazioni relative alla PSD2 per le piattaforme

L’occupazione regolare o test di attività commerciale

Le piattaforme dovrebbero anche considerare se i propri servizi di pagamento vengono erogati "a titolo di occupazione o di attività commerciale regolare" dato che, secondo la direttiva PSD2, l’autorizzazione è "limitata ai fornitori di servizi in relazione alla prestazioni di servizi di pagamento a titolo di occupazione o di attività commerciale regolare". La visione dell’FCA su questo argomento chiarisce che "i servizi devono essere forniti a titolo di occupazione o di attività economica regolare in quanto tali e non soltanto come subordinati a un’altra attività economica" e che "il fatto che un servizio venga fornito come parte di un pacchetto con altri servizi non lo rende necessariamente subordinato a tali servizi - la questione è se il servizio venga fattualmente operato come occupazione o attività commerciale regolare." Viene molto difficile immaginare che una Piattaforma che riceve pagamenti dagli Acquirenti e paga i Venditori per tutte le transazioni che avvengono attraverso la Piattaforma possa essere considerata una attività secondaria e non una occupazione o attività commerciale regolare di suddetta Piattaforma.

L’esenzione relativa alle reti limitate

Questa esenzione si applica a una categoria molto limitata di attività, come ai pagamenti di un circuito chiuso ("closed loop"). In ogni caso, anche se rientrano nell’ambito estremamente circoscritto dell’esenzione relativa alle reti limitate, le piattaforme sono tenute a comunicare le autorità competenti se il valore complessivo delle operazioni di pagamento eseguite nei precedenti 12 mesi sia superiore all’importo di 1 milione di euro. A seguito di tale informazione, l’autorità competente potrebbe richiedere l’acquisizione di una licenza per i pagamenti.

In che modo Stripe affronta i pagamenti per le piattaforme?

Quando abbiamo progettato Stripe Connect, ci siamo posti l’obiettivo di trasferire gli oneri normativi legati ai pagamenti in Europa a Stripe e alla nostra autorizzazione per l’emissione di moneta elettronica, anziché farli ricadere sulle piattaforme. Per fare ciò, abbiamo creato un prodotto completamente nuovo, che struttura i flussi di pagamento in modo da garantire che le piattaforme non entrino in possesso dei fondi o li controllino.

Per le ragioni discusse in precedenza, la realtà commerciale necessita che le piattaforme facilitino le vendite piuttosto che effettuarle direttamente e, agendo per conto sia dell’Acquirente che del Venditore, è essenziale che esse non entrino in possesso di fondi o li controllino. Si tratta del pilastro normativo centrale alla base del processo di sviluppo di Connect attuato da Stripe, nonché uno dei motivi principali per cui molte Piattaforme in Europa hanno scelto Stripe.

Con Connect, Stripe stabilisce relazioni contrattuali sia con il Venditore e sia con la Piattaforma per saldare i pagamenti al Venditore e le commissioni per la Piattaforma. I fondi dovuti dall’Acquirente al Venditore non vengono mai detenuti o controllati dalla Piattaforma. Tali fondi vengono invece depositati sul conto bancario regolamentato di Stripe a favore del Venditore prima di essere versati al Venditore stesso da Stripe. I servizi di pagamento regolamentati vengono erogati da Stripe anziché dalla Piattaforma, in modo che quest’ultima non sia soggetta al sovraccarico di regolamentazioni normative. Tornando al diagramma combinato dei flussi di fondi e delle responsabilità, Connect agisce nel modo seguente:

Oltre ad assumersi gli oneri normativi legati ai pagamenti, Connect offre anche altri vantaggi e tutele per le Piattaforme, tra cui:

  • Attivazione e verifica dell’identità KYC - Stripe attiva i Venditori come propri utenti e ne verifica l’identità in accordo con gli obblighi anti-riciclaggio.
  • Personalizzazione dell’esperienza del Venditore - ad esempio, il Venditore può consentire alla Piattaforma di gestire l’esperienza del Venditore, inclusi l’Interfaccia Utente, il reporting, la gestione dei bonifici e la comunicazione con le API di Stripe. *Funzionalità di pagamento innovative attraverso Connect che supportano ogni modello di attività - ad esempio, One-to-Many, Many-to-Many, trattenere fondi, addebiti sull’account, Instant Payouts e molti altri.
  • Instradamento delle transazioni locali, con un conseguente miglioramento del tasso di accettazione e riduzione dei costi di pagamenti dei clienti tramite carta in più di 135 valute e metodi di pagamento, inclusi addebiti diretti SEPA, Sofort, Alipay, WeChatPay e altri.
  • Bonifici locali ai venditori nelle valute locali, per permettere alle piattaforme di internazionalizzare le proprie attività senza rivolgersi a enti locali o partner bancari (possibilità di effettuare bonifici in più di 15 valute, in oltre 30 paesi nel mondo).
  • Protezione dei dati sensibili riguardanti le carte in base allo standard PCI di livello 1, in modo che le piattaforme non debbano occuparsi della conformità PCI.
  • Modellazione e machine learning avanzati, che consentono a Stripe Radar di monitorare le transazioni dall’inizio alla fine, rilevare e prevenire le frodi e intervenire in caso di attività sospette.

In sintesi, Connect offre alle Piattaforme degli Stati membri un flusso di pagamenti sofisticato e conforme che consente alle Piattaforme di definire i propri accordi con i Venditori in conformità con la legislazione locale sui pagamenti, senza richiedere autorizzazioni per le operazioni di pagamento e diventare fornitori di servizi di pagamento regolamentati. Stripe si fa carico di questo onere normativo in modo che le piattaforme possano concentrare tempo e risorse sulla gestione delle loro attività. Molte centinaia di piattaforme con Utenti in tutta Europa hanno già scelto di utilizzare Stripe Connect, piuttosto che ottenere una propria licenza per elaborare pagamenti o tentare di rientrare in una ristretta categoria di esclusioni.

Ribadiamo ancora una volta che questa guida ha uno scopo puramente informativo; le piattaforme dovrebbero verificare sempre e in modo indipendente la loro posizione normativa specifica. Per qualsiasi domanda su Connect, restiamo a disposizione.

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